Associazioni diabetici lombardi: no a gara per fornitura materiali autocontrollo

Nel documento messo a punto dalle associazioni i 20 no, ma anche alcune proposte

Le associazioni delle persone con diabete lombarde dicono no all’ipotesi di gara pubblica per l’acquisto degli strumenti, delle strisce e dei pungidito per l’autocontrollo domiciliare della glicemia, praticato da oltre 350 mila cittadini della Regione. In rappresentanza di 550 mila pazienti, le associazioni che hanno firmato il documento con il quale si chiede un passo indietro alla Lombardia sono 51.
 
Tra le 20 ragioni “antropologiche, cliniche, amministrative, economiche” elencate nel documento, per le quali si esprime ''contrarietà al ricorso alla gara di evidenza pubblica'', la principale riguarda il fatto che ''la misurazione della glicemia è un atto terapeutico''. E in base a ciò, “il rapporto che bambini, adolescenti, adulti, anziani, donne in gravidanza hanno con il misuratore di glicemia va al di là del mero rapporto uomo-macchina. Inoltre, ogni strumento è diverso e non tutti hanno attitudine ad utilizzare in modo appropriato i diversi strumenti e sostituirli forzatamente ogni 3 o 4 anni, a seconda del dispositivo che si aggiudica la gara”.
 
Esiste, inoltre, “un rischio clinico connesso al cambio dello strumento di misurazione della glicemia'': lo documentano gli studi clinici e le Società scientifiche della diabetologia, in quanto questo potrebbe facilmente causare un aumento di errori soprattutto fra gli anziani. Se la persona sbaglia a misurare la glicemia, dovrà ricorrere più di prima alla consulenza del medico, con un aggravio sulle risorse del sistema sanitario. E per gli anziani la sostituzione può generare rifiuto e abbandono dell'autocontrollo, con aggravamento della malattia, aumento del ricorso a cure mediche, Pronto soccorso e ricoveri.
 
Il documento – firmato dai presidenti e coordinatori delle 51 associazioni e inviato al presidente, alla Giunta e a tutti i consiglieri della Regione Lombardia – contiene non solo i “no”, ma anche alcune proposte tra cui l'individuazione, come previsto dal Patto per la Salute, di nuove forme alternative alla gara e tese alla definizione di una tariffa di riferimento correlata alle diverse tipologie di strumenti, da quelli più semplici a quelli tecnologicamente avanzati. E ancora, la definizione di una tariffa di riferimento che garantisca accuratezza analitica e clinica, appropriatezza e continuità terapeutica, personalizzazione ed effettivo risparmio per il Servizio sanitario regionale.