Piano Nazionale Diabete in Lombardia: la gestione integrata dà i primi risultati

AboutPharma ha riunito a Milano istituzioni, clinici e pazienti, per un confronto sull’implementazione del Piano Nazionale sulla Malattia diabetica in Lombardia

Di diabete si è discusso anche a Milano, durante la terza tappa del ciclo di incontri regionali dal titoloIl Piano Nazionale sulla Malattia diabetica al banco di prova dell’attuazione regionale: una valutazione di sistema”, promosso da AboutPharma e organizzato con il contributo di AstraZeneca. L’incontro, a cui hanno partecipato rappresentanti delle Istituzioni regionali, clinici e pazienti, aveva l’obiettivo di sottolineare la necessità di accelerare il processo di implementazione del Piano nazionale sulla Malattia Diabetica (PND) in Regione Lombardia, e definire un’agenda operativa regionale di lotta al diabete, che favorisca l’adozione di modelli assistenziali di gestione integrata della malattia per migliorare la qualità dell’assistenza e gli esiti clinici, e per ridurre l’impatto significativo della patologia e delle sue complicanze in termini di costi sociali ed economici.

 

Dal 2000 ad oggi, secondo l'Istat, la percentuale di diabetici lombardi è cresciuta dal 3,3% al 4,6% della popolazione, con una presenza di oltre 450mila persone diabetiche, tra cui più della metà uomini.

 

Particolarmente alta è la percentuale tra gli over 75, tra cui una persona su 5 è affetta da diabete: tra questi l'80% ha più di 65 anni e il 40% ha più di 75 anni.

 

Da sottolineare che comunque la percentuale di diabetici lombardi è più bassa rispetto alla media nazionale (5,4%), attestandosi al 4,6% (dati Istat 2013), e grazie all’implementazione di sistemi di gestione intergrata, la Regione Lombardia ha visto una riduzione dei casi di ricoveri per diabete come diagnosi principale, passando dai 496 del 2000 ai 286 del 2010. Nonostante la riduzione dei ricoveri, però, tutti gli indicatori di ospedalizzazione specifici, secondo i dati ISTAT del 2012, sono stabilmente peggiori rispetto alla media nazionale.

 

“Oggi ci troviamo davanti alla sfida della gestione del diabete, con cui dovremmo misurarci sempre di più, perché la popolazione è composta prevalentemente da anziani e perchè questo dato aumenterà nel futuro e il nostro sistema non è sempre adeguatamente strutturato. È vero che si può parlare di eccellenza della gestione delle patologie croniche in Lombardia, come riconosciuto sia a livello nazionale che internazionale, ma è anche vero che questa eccellenza sarà messa a dura prova dal fatto che la popolazione nei prossimi anni sarà composta da più del 30% da anziani, con alto rischio di avere il diabete”– ha commentato Fabio Rizzi, Presidente della III Commissione “Sanità e politiche sociali” del Consiglio Regionale della Lombardia –. La cronicità sarà sempre di più una priorità e sarà importante trattarla cercando di individuare le migliori allocazione delle risorse, al fine di garantire il il più adeguato servizio alla persona con diabete. Il recepimento del Piano nazionale diabete è già avvenuto in Lombardia: la Commissione ‘Sanità e politiche sociali’ lo ha infatti deliberato e la Regione si sta impegnando ad attuarne gli obiettivi”, ha concluso Rizzi.

 

“Alla luce dell’effettiva attuazione del PND, importante sarà implementare un efficace modello di gestione integrata del diabete, con l’obiettivo di valutare effettivamente l’efficacia del ‘prendersi cura’ su indicatori di qualità e di salute, e con il fine di rafforzare la medicina territoriale e la presa in carico onnicomprensiva dei pazienti – ha affermato Antonino Cimino, Dirigente Medico Responsabile U.O. di Diabetologia, A.O. Spedali Civili di Brescia –. Per una buona gestione del diabete diventa, infatti, sempre più importante andare verso una maggiore personalizzazione della cura, intesa nel suo senso più ampio, che si può raggiungere nella consapevolezza dell’eterogeneità della patologia diabetica e tramite un processo educativo continuo e strutturato che miri a trasmettere capacità di autogestione complessiva della patologia, compreso il trattamento farmacologico, e garantendo, al contempo, un accesso equo e tempestivo alla terapia”.

 

“Riconosciamo l’impegno della Regione Lombardia nella lotta al diabete e auspichiamo un rapido recepimento del Piano Nazionale al fine di permettere anche un maggiore coinvolgimento del mondo del volontariato nella gestione globale del diabete – hadichiarato Tamara Grilli, Coordinatrice FAND regione Lombardia –. Il coinvolgimento delle Associazioni delle persone con diabete nella gestione della patologia” – haaggiunto Grillisi rende necessaria per l’identificazione dei reali bisogni di ogni cittadino e per le criticità dell’assistenza, con l’obiettivo di raggiungere quei livelli di assistenza appropriati che costituiscono la condizione preliminare essenziale per migliorare la qualità di vita delle persone”.