Vertice dell’Unione Europea per decidere le strategie anti-ebola

Si è tenuto ieri a Bruxelles un incontro tra i 28 responsabili della salute degli Stati membri per pianificare i controlli sui voli provenienti dall’Africa

Il rischio che l’ebola si diffonda anche in Europa resta basso, come ha più volte ricordato anche il Ministro della salute italiano Beatrice Lorenzin, ma in queste settimane non sono mancati i primi casi in occidente, così come i falsi allarme che – anche se non confermati – hanno fatto salire la tensione. Meglio prevenire dunque, così ieri a Bruxelles si è tenuto un vertice, convocato dal Ministro italiano dalcommissario europeo alla salute, Tonio Borg, tra i 28  responsabili della salute degli Stati membri, per individuare i possibili controlli da mettere in atto per evitare l’ingresso del virus nel  territorio europeo, e su come coordinare gli interventi.

Dal vertice è emersa la volontà immediata dei ventotto di rafforzare i sistemi di controllo sui voli in uscita dai paesi africani colpiti dal virus, in particolare Liberia, Guinea e Sierra Leone. “Si tratta solo di tre scali – ha commentato Beatrice Lorenzin – e siamo convinti che si possa arrivare a un buon risultato. Che possiamo battere in virus”. Al momento intanto solo Regno Unito e Francia hanno introdotto un sistema di controllo sui passeggeri che arrivano dall’Africa, registrandone la temperatura. Misura ora attiva per chi arriva al terminal 1 dell'aeroporto londinese di Heathrow, e che sarà poi estesa anche a Gatwick e ai terminal del treno Eurostar, mentre in Francia a essere sorvegliati sono i passeggeri in arrivo all'aeroporto parigino di Roissy con il volo giornaliero di Air France da Conakry, in Guinea. “Stiamo rafforzando tutte le misure di sicurezza, considerando tutti i possibili scenari che possono capitare” ha aggiunto Beatrice Lorenzin, che ha anche chiesto un aumento dei controlli in uscita negli aeroporti dell'Africa occidentale con un sistema di certificazione indipendente, al posto di quello attuale che prevede, secondo i protocolli dell'Oms, una semplice autocertificazione.

Dal vertice è anche emersa la decisione di costruire un database, accessibile a tutti gli Stati, con i dati delle persone provenienti dai paesi a rischio, in modo da conoscerne identità e ulteriori dati, una volta arrivati in suolo europeo, e rintracciarli se necessario. In caso di contagio è infatti fondamentale ricostruire la rete di persone con cui l’ammalato è entrato in contatto nei giorni precedenti, in modo da isolarli e bloccare l’ulteriore diffusione del virus. Strategia al momento più valida per fermare l’epidemia. Il ministro italiano ha anche chiesto di creare un sistema per risalire ai viaggiatori in uscita dagli aeroporti, anche se non presentano sintomi. Fondamentale come emerso dal vertice è anche l’informazione dei passeggeri che viaggiano in aereo, “perché sappiano chi chiamare se una volta in Europa sviluppasse i sintomi”.

Per quanto riguarda l’Italia, Lorenzin ha aggiunto che dei fondi saranno investiti per aumentare i rifornimenti di attrezzature necessarie per la prevenzione, come termometri, mascherine, guanti, per i medici che lavorano alle frontiere aeroportuali, ma anche per quelli che accolgono barconi dei migranti. “Solo in via precauzionale, meglio averli a disposizione anche se poi non saranno usate. Noi ci stiamo impegnando, ma ricordo che il rischio di un’epidemia in Europa non c'è, molto probabilmente ci saranno altri casi, ma isolati e sporadici”. Anche l'Oms ritiene improbabile che l'epidemia esploda in Occidente. L'Unione Europea intanto, in collaborazione con l’Oms, procederà immediatamente a una verifica dell'efficacia dei controlli anti-ebola organizzati negli aeroporti dei tre Paesi africani colpiti dall'epidemia, come ha annunciato Borg al termine della riunione a Bruxelles.