Shire Italia cambia sede e si rinnova

La biofarmaceutica leader nel campo delle malattie rare si trasferisce a Milano e apre a nuovi progetti innovativi e collaborazioni, tra cui quella con Telethon

Shire Italia cambia sede e si rinnova. Partita come un’azienda formata da due realtà, una genovese e l’altra fiorentina, specializzate nel settore delle malattie rare (Malattia di Fabry, Malattia di Gaucher, Sindrome di Hunter, Angioedema Ereditario) e in un’area più specialistica (dedicata a crisi convulsive nei bambini e negli adolescenti, disturbi da deficit dell'attenzione e iperattività, insufficienza renale, insufficienza surrenalica, stipsi cronica, trombocitemia essenziale), dal 2013 Shire Italia ha intrapreso un processo di riorganizzazione che l’ha portata alla fusione delle due strutture in una unica, con sede a Milano in viale della Liberazione 13, la "Manhattan milanese" come l'ha definita Francesco Scopesi, vice presidente e general manager di Shire Italia.

Forte di una crescita del 7,5 % solo nel 2013, Shire Italia conta oggi 78 dipendenti – con l’obiettivo di arrivare a 100 entro il 2015 – e un fatturato di 88,7 milioni di euro sempre nel 2013. “Dobbiamo avere lo stesso coraggio che hanno i pazienti che aiutiamo” ha affermato durante la presentazione della nuova sede milanese Scopesi. Per questo motivo Shire negli ultimi anni ha sviluppato diversi innovativi progetti a favore dei pazienti. A partire dal Fabry@home nel 2008, che ha permesso ai pazienti affetti da questa malattia rara di ricevere l’infusione direttamente a casa e gratuitamente, senza doversi recare in ospedale. 

“Un sistema che libera risorse per il Servizio sanitario nazionale, oltre che agevolare i pazienti. Per questo lo abbiamo ripetuto anche per la malattia di Gaucher e di Hunter. Di recente poi abbiamo fatto partire altri due servizi volti sempre ad agevolare e sostenere i pazienti: un call center di supporto psicologico e un progetto che prevede una collaborazione tra la nostra azienda e il medico, per fornire una decina di incontri al paziente che abbia bisogno di un sostegno psicologico, su tutte le aree terapeutiche. Abbiamo creato inoltre diverse partnership con i centri diagnostici per favorire la diagnosi precoce: per evitare che i pazienti girino a lungo prima che gli venga diagnosticata la malattia, e perché si intervenga il prima possibile”.

Tra le diverse collaborazioni messe in atto da Shire c’è anche quella con la Fondazione Telethon, la charity italiana che dal 1990 si occupa di malattie genetiche rare. Durante la presentazione della nuova sede di Shire, il direttore generale di Telethon Francesca Pasinelli ha ricordato come l’obiettivo principale della Fondazione no profit sia sì finanziare la ricerca scientifica di base, ma con l’obiettivo di trovare una cura per le malattie genetiche rare.

“Per questo motivo è fondamentale l’alleanza con le industrie farmaceutiche. Sappiamo bene che le prime fasi di sviluppo di un nuovo farmaco sono poco attraenti per l’industria, che ormai non se ne occupa quasi più al proprio interno e le delega ai centri di ricerca pubblica. Come sappiamo che l’attività di sviluppo del farmaco successiva ai trial clinici, richiede il supporto delle aziende: perché questa fase non rientra più nel lavoro del ricercatore e perché l’onere economico è troppo elevato. E questo è vero anche per noi”.

Per questo Telethon negli ultimi anni ha stipulato diversi accordi con le industrie del farmaco, tra cui Shire, che si è impegnata a sostenere con un finanziamento quinquennale di oltre 17 milioni di euro la ricerca dell’Istituto Telethon di genetica e medicina (Tigem) di Napoli.

“L’accordo rappresenta un passo importante verso l’obiettivo comune di rendere disponibili terapie efficaci per i pazienti affetti da malattie genetiche rare” ha continuato Pasinelli. “In questa ideale staffetta, grazie al sostegno economico di Shire i ricercatori dell’Istituto Telethon di Napoli continueranno a condurre in maniera indipendente la propria ricerca per sviluppare approcci di terapia genica o farmacologica su malattie neurodegenerative e da accumulo lisosomiale. I risultati più interessanti potranno successivamente essere rilevati dall’azienda che ne garantirà lo sfruttamento per sviluppare terapie efficaci da rendere disponibili ai pazienti in tutto il mondo. Questa collaborazione dimostra come la ricerca di qualità possa attirare l’attenzione anche del mondo farmaceutico. Siamo particolarmente soddisfatti perché accordi di questo genere sono, per un’organizzazione non profit come la nostra, un’opportunità concreta di realizzare la promessa fatta ai pazienti e ai donatori che hanno deciso di sostenerci: trasformare gli eccellenti risultati della ricerca scientifica in terapie fruibili da chi è affetto da malattie genetiche ancora incurabili”.

Un augurio arriva anche dal presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi, presente stamattina a Milano:

“Non è facile aprire un’azienda di questi tempi, perciò mi fa piacere vedere realtà sane come quella di Shire, con questi numeri. Nel 2014 siamo riusciti a creare 1600 nuovi posti di lavoro, ma se questo Paese inizierà a credere nel nostro settore forse potrebbero essere molto di più”.