Oncologia, al via a Roma il XVI Congresso Aiom

Dal 24 al 26 ottobre la convention nazionale degli specialisti. Il ministro Lorenzin sul cancro: "Potenziare gli sforzi per prevenzione, ricerca e assistenza"

L'approccio globale al cancro e i nuovi contorni della figura del medico oncologo, oggi coinvolto non solo sul fronte della terapia, ma anche su temi rilevanti come prevenzione, diagnosi, follow up, riabilitazone, cure palliative e gestione delle risorse. È il senso del XVI Congresso nazionale dell'Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) in programma a Roma dal 24 al 26 ottobre e a cui parteciperanno più di 3000 specialisti.

L'impegno istituzionale di Aiom

Il congresso è l'occasione per un bilancio sull'attività istituzionale dell'associazione degli oncologi. “Il nostro peso istituzionale e? aumentato – spiega il presidente di Aiom Stefano Cascinu – e siamo in grado di produrre strumenti e documenti che possono essere utilizzati per un’efficace interlocuzione sia sui tavoli nazionali, in particolare con il Ministero della Salute e con l’AIFA, che su quelli regionali, dove sempre piu? si gioca la partita della sanita?. Abbiamo fatto la nostra parte e continuiamo a farla, fornendo una serie di strumenti epidemiologici (I numeri del cancro in Italia 2014), organizzativi (Il Libro Bianco dell’oncologia) e di appropriatezza (Linee guida), indispensabili per impostare azioni di politica sanitaria. Senza dimenticare il Rapporto sulla condizione assistenziale delle persone colpite da tumore, a cui ogni anno offriamo il nostro contributo”.

Lorenzin: “Possiamo fare di più”

Agli oncologi riuniti a Roma si rivolge il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ricordando come la lotta al cancro sia “una delle priorità del Servizio sanitario nazionale”. Ma è necessario, spiega il ministro, “potenziare gli sforzi per la prevenzione, la ricerca e l'assistenza, garantendo un'offerta adeguata sul territorio e realizzando la presa in carico globale della persona nei suoi bisogni sanitari, sociali e relazionali”. E un impegno maggiore per “cure sempre più innovative che la ricerca mette a disposizione”.

Le carenze organizzative

La recente presentazione dei risultati del Programma nazionale esiti 2014 (Pne), redatto da Agenas per conto del ministero della Salute, offre agli oncologi lo spunto per una riflessione sugli aspetti organizzativi del sistema sanitario. Come si evince dal Pne, solo il 20% delle strutture rispetta gli standard minimi di volume. “Questi dati non ci stupiscono – continua Cascinu – perché sappiamo da tempo che uno dei problemi oncologici e? legato allo scarso numero di interventi chirurgici in alcuni centri. Preoccupa che questi risultati si riferiscano a tumori molto frequenti come quelli del seno, del colon, del polmone e dello stomaco".

Secondo Cascinu la risposta al problema sono le “reti oncologiche”: “In questo modo gli ospedali possono ‘parlare fra loro’ permettendo la circolazione delle esperienze e un risparmio di risorse”. Tuttavia, dei progetti iniziali per la costruzione di queste reti, solo il 5% ha visto la luce. “Una responsabilità – spiega l'Aiom – che deve essere ricondotta alle scelte delle stituzioni, a livello nazionale e regionale”.

La formazione

Come è frequente ormai in molte iniziative dei professionisti della sanità, il tema della formazione rappresenta un nodo cruciale. “Vogliamo fare in modo che i nostri specialisti siano fortemente motivati a perseguire quotidianamente gli obiettivi di crescita nell’offerta formativa, per questo abbiamo promosso un’indagine conoscitiva in collaborazione con il Collegio oncologi medici universitari (Comu) sullo stato delle scuole di specializzazione, per definire il grado di soddisfazione dei discenti, e sulle borse di studio”.

Le altre priorità

Campagne di comunicazione e stimoli alla ricerca, valorizzazione dei giovani oncologi, collaborazione internazionale e dialogo con le associazioni dei pazienti, progetti di prevenzione rivolti ai cittadini. Sono gli altri temi su cui l'Aiom focalizzerà l'attenzione nella tre giorni di congresso e nei prossimi mesi.

 

L'indagine di Aiom, Simg e Aimac sul follow-up