Sovrastimati i casi di Adhd, in Lombardia sono 15 volte inferiori alla media mondiale

Secondo uno studio del Mario Negri, in Regione la prevalenza del disturbo è del 3,5 per mille

Sembrano essere sempre di più i bambini e gli adolescenti iperattivi. Secondo la letteratura mondiale, quelli affetti da una vera e propria patologia, l’Adhd-Attention Deficit Hyperactivity Disorder, sarebbero il 5,3% della popolazione tra i 5 e i 17 anni. Ma a smentire questi numeri è una ricerca dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano. Secondo i dati raccolti dal Registro Adhd della Lombardia, infatti, in Regione la prevalenza del disturbo è del 3,5 per mille. Quindici volte inferiore, dunque, a quella riportata come media mondiale.
 
 
I risultati della ricerca, pubblicata sulla rivista Ricerca&Pratica, documentano che al 65% dei bambini e adolescenti tra i 5 e i 17 anni che accedono ai 18 Centri regionali di riferimento per l’Adhd della Lombardia per sospetto Adhd viene confermato il disturbo. Corrispondono a circa 400 nuovi casi ogni anno, con un picco attorno agli 8 anni d’età, in maggioranza maschi (2 a 1); in un terzo dei casi era presente familiarità e nella maggioranza dei pazienti almeno un altro disturbo psicopatologico. Solo il 15% ha ricevuto un trattamento psicofarmacologico, mentre la quasi totalità uno psicologico. 
 
Risultati, dunque, inattesi e lontani da quelli riportati in precedenti studi nazionali e internazionali, come sottolinea anche Maurizio Bonati, responsabile del Dipartimento di Salute pubblica dell’Irccs Mario Negri di Milano e responsabile del Registro regionale: “dai dati raccolti dal Registro e da quelli dei database amministrativi sanitari regionali (prescrizioni, ricoveri, visite ambulatoriali) i bambini e adolescenti tra i 5 e i 17 anni che presentano Adhd in Lombardia risultano essere 4.200, di cui 378 in terapia psicofarmacologica (9%): una prevalenza del disturbo del 3,5 per mille, quindici volte inferiore a quella riportata come media mondiale (5,3% )”.
 
“Gli utenti che giungono ai 18 Centri regionali di riferimento sono solo quei pazienti che hanno un disturbo medio-grave, con maggiore comorbidità – aggiunge Antonella Costantino, presidente della Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza (Sinpia) e responsabile della Uonpia Fondazione Irccs Ca’ Granda ospedale Maggiore policlinico di Milano – mentre i casi lievi e che non necessitano di trattamento psicofarmacologico sono gestiti direttamente dalle altre 14 Uonpia regionali. Tuttavia, anche stimando di triplicare la prevalenza per includere anche i casi lievi, i pazienti con Adhd in Regione Lombardia sarebbero comunque molto pochi rispetto all’atteso”.