Una nuova strategia contro le infezioni batteriche

I ricercatori dell’Università di Berna hanno sviluppato un composto a base di nanoparticelle liposomiche che agiscono da esca per le tossine batteriche

Arriva dalla Svizzera un composto formato da nanoparticelle liposomiche che potrebbe, in futuro, essere utilizzato contro le infezioni batteriche e arginare anche il fenomeno dell’antibiotico resistenza. I ricercatori dell’Università di Berna ne hanno spiegato il funzionamento su  uno studio pubblicato su Nature Biotechnology dove vengono mostrati anche i primi risultati sui test preclinici. 

Il fenomeno dell’antibiotico resistenza – di cui abbiamo parlato sul numero 120 di Aboutpharma and Medical Devices di luglio – è un problema sempre più sentito, tanto da aver spinto l’Organizzazione Mondiale della sanità, lo scorso aprile, a pubblicare il report  Anti-microbial resistance: global report on surveillance 2014, a sottolineare come la resistenza antimicrobica sia una minaccia per la salute pubblica. Il rischio è l’avvento di un’era, la cosiddetta era post-antibiotica, in cui gli antibiotici che oggi abbiamo a disposizione potrebbero non funzionare più e le banali infezioni, che per decenni abbiamo tenuto a bada grazie ai farmaci, tornare a uccidere. Una delle soluzioni è senza dubbio quella di attuare programmi di buon uso e limitare la prescrizione, di antibiotici.

Spinti dall’esigenza di trovare una soluzione i ricercatori hanno progettato dei liposomi artificiali in grado di competere con le cellule ospiti per il legame con le tossine secrete dai batteri patogeni, capaci di formare pori citotossici. I liposomi legandosi alle tossine le neutralizzano, formano un composto che non è più in grado di nuocere e rompere le cellule di mammifero in vitro. L’idea quindi è di usare i liposomi come un'esca in grado di attirare a se e neutralizzare le tossine tossiche batteriche, che vengono prodotte durante l'infezione attiva in vivo.

Dagli studi preclinici effettuati dai ricercatori emerge come “la somministrazione di liposomi artificiali dopo meno di 10 ore dall’inizio dell'infezione, salva i topi dalla setticemia causata da S. aureus e S. pneumoniae. Mentre i topi non trattati muoiono entro 24-33 ore. Inoltre i liposomi proteggono i topi contro la polmonite pneumococcica invasiva”.

I liposomi non sono sostanze battericida, come spiegano i ricercatori, ma potrebbero essere utilizzati terapeuticamente da soli o in combinazione con gli antibiotici per affrontare le infezioni batteriche e per ridurre al minimo i danni ai tessuti indotti dalle tossine, che si verificano durante l’infezione.

“Abbiamo creato un’esca per le tossine batteriche che sono “fatalmente” attratte dai liposomi e, una volta “catturate” possono essere eliminate facilmente insieme al composto senza danni per le cellule ospitanti”, ha affermato Eduard Babiychuk, autore dello studio. “Dal momento che i batteri non sono bersagliati in maniera diretta”, ha continuato Annette Draeger, co-autrice dello studio, “i liposomi non provocano lo sviluppo di resistenza batterica".