Università, la protesta dei giovani medici

Davanti alla sede del Miur la manifestazione dei camici bianchi dopo il caos sui test d'accesso alle scuole di specializzazione

Il dietrofront del ministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, sull’annullamento del test di accesso alle scuole di specializzazione non ferma lo sdegno dei giovani medici. Sono scesi in piazza stamattina a Roma – davanti alla sede del ministero dell’Università, dell’Istruzione e della Ricerca – con lo slogan “Giù le mani dalle scuole di specializzazione” e chiedendo le dimissioni del ministro.

Ai giovani medici, centinaia da tutta Italia radunati sulla scalinata di ingresso della sede del ministero di viale Trastevere, non basta la soluzione individuata dal Miur, cioè la neutralizzazione di due domande per l'area medica e di altrettante per quella dei servizi clinici con un ricalcolo dei punteggi in graduatoria.

Chiedono di più: che il Miur e il Governo si facciano carico di stanziare nella prima legge di spesa utile le risorse aggiuntive necessarie a sanare le posizioni degli studenti meritevoli, vincitori sia nella graduatoria definitiva senza le domande annullate, sia nella graduatoria virtuale con le domande annullate, al pari di quanto già avvenuto in occasione della vicenda del bonus maturità, nonché delle migliaia di candidati penalizzati dal caos nella gestione del concorso per l'accesso alle Scuole di specializzazione.

"Chiediamo – spiega all'Adnkronos Salute Walter Mazzucco, presidente dell'Associazione nazionale giovani medici – che la politica si assuma la responsabilità. Il danno è stato compiuto. È necessario che si ripristino le risorse per sanare la posizione di tutti i colleghi che hanno diritto alla formazione e devono essere tutelati”. Ma dalla mobilitazione di oggi anche altre richieste indirizzate al Governo: un ripensamento generale per l’accesso agli studi di Medicina, più borse di studio per gli specializzandi rispetto alle 5 mila già coperte dello Stato, alle 471 messe a disposizione dalle Regioni e alle 33 offerte soggetti privati. 

Forti critiche arrivano anche dell’Anaao Assomed, l’associazione dei medici dirigenti: “La decisione del ministro Giannini è un rimedio peggiore del male”, commenta il segretario nazionale Costantino Troise.  “Il Miur – aggiunge –  è riuscito a dare la ennesima prova di inadeguatezza e insufficienza organizzativa: il ministro ne tragga le conseguenze”. 

Nel frattempo l’associazione dei consumatori Codacons ha dato mandato ai suoi legali di studiare un ricorso collettivo al Tar del Lazio in favore dei candidati bocciati ai test di ammissione del 29 e 31 ottobre. "Stiamo già fornendo assistenza – si legge in una nota – a centinaia di candidati, il nostro scopo è quello di difendere gli interessi dei medici di fronte ad un grossolano errore che può avere per loro conseguenze enormi”.