Per un’ematologia d’eccellenza il segreto è fare rete

Un esempio è Lab.Net, network che unisce 54 laboratori di biologia molecolare distribuiti su tutto il territorio nazionale e 164 centri di Ematologia

Rete. E’ questa la parola chiave che indica la via per perseguire l’eccellenza dell’ematologia italiana. Oggi, infatti, il corretto iter diagnostico-terapeutico e di monitoraggio è più che mai indispensabile per curare al meglio le malattie onco-ematologiche. E proprio di un esempio di rete, il Lab.Net, network che unisce 54 laboratori di biologia molecolare distribuiti su tutto il territorio nazionale e 164 centri di Ematologia, si è parlato oggi a Roma nel corso del convegno “L’ematologia italiana sulla via dell’eccellenza: dalla ricerca al paziente, risultati e prospettive”, organizzato con l'Associazione contro le leucemie, i linfomi e il mieloma (Ail).

Grazie al progetto Lab.Net – nato in Italia nel 2007 sotto l’egida della Società italiana di ematologia (Sie) e gestito dal Gimema-Gruppo italiano malattie ematologiche nell’adulto, che ha ricevuto un supporto incondizionato da Novartis – lo scorso anno sono stati eseguiti oltre 11.000 esami per monitorare la risposta molecolare dei pazienti in trattamento con farmaci inibitori di tirosin kinasi. Ma per altre patologie, come la leucemia mieloide acuta o le malattie mieloproliferative, solo per fare un esempio, c’è ancora molto da fare.

Il network, finanziato fino ad oggi da fondi privati o di ricerca, potrebbe svilupparsi ulteriormente se ottenesse il riconoscimento ufficiale della rete dei laboratori italiani selezionati; il supporto economico pubblico e l’inquadramento normativo e regolatorio per formalizzare e strutturare la rete di laboratori come “Network nazionale per la diagnostica avanzata in oncoematologia”.

Secondo Fabrizio Pane, presidente della Sie, “il corretto inquadramento diagnostico attraverso l’impiego di approcci laboratoristici altamente specialistici è conditio sine qua non per orientare il percorso assistenziale e offrire al paziente ematologico le prestazioni più appropriate. Consente anche di utilizzare in modo vantaggioso e mirato le risorse disponibili per l’acquisto dei farmaci di nuova generazione”.

Dello stesso avviso è Felice Bombaci, presidente Gruppo Ail pazienti Leucemia mieloide cronica, secondo cui “la garanzia per i pazienti di avere un supporto diagnostico e di monitoraggio della terapia di qualità elevata, su tutto il territorio italiano, è fondamentale. L’attività in rete permette di andare verso la garanzia di alto livello di cure per tutti i pazienti, riducendo quanto più possibile le differenze regionali”.