Test Medicina, Bianco (Fnomceo) a Renzi: “Cambiare le regole”

Dalla Federazione degli ordini dei medici una lettera indirizzata al premier sulla formazione e l'accesso alla professione

Quindicimila, forse anche venti. Sono i giovani medici che nei prossimi cinque anni saranno tagliati fuori dall'accesso alla formazione post laurea “se non si cambiano le regole di un sistema che ha subito una profonda ferita con la vicenda degli errori nel test di medicina per l'accesso alle scuole di specializzazione”. Lo scrive il senatore Pd Amedeo Bianco, presidente della Federazione degli ordini dei medici (Fnomceo), in una lettera inviata al presidente del Consiglio, Matteo Renzi.

“Negli ultimi anni – continua Bianco – ondivaghi indirizzi politici di più ministri, cui si sono aggiunti catene di errori nelle procedure dei test selettivi hanno minato i presupposti stessi della programmazione essendosi notevolmente dilatato il numero degli accessi in virtù di pronunce dei Tar. Fino ad oggi siamo a 14.500 accessi rispetto ai 10.500 programmati!''.

La situazione sembra destinata a peggiorare: “Il nostro sistema formativo – spiega il senatore – nei prossimi anni licenzierà 10-12mila laureati in Medicina a fronte di un'offerta formativa specialistica che, a regole invariate, ne raggiungerà la metà”.

Secondo Bianco, la dura selezione “su vocazioni e scelte di vita” degli aspiranti medici può essere accettabile solo se organizzata in nome “della trasparenza e del rigore delle procedure”. Ma – insiste il presidente Fnomceo – questo non avviene, certificando di fatto “l'insostenibilità di questo modello formativoo".

Per il futuro – suggerisce il senatore – sarebbe più ragionevole “individuare un set di valutazioni, compresi i quiz, con i quali individuare le migliori attitudini e il miglior merito per l'accesso alle Scuole di Medicina”, evitando di spostare in avanti – dopo aver già affrontato un percorso di formazione durato 10-12 anni – “l'inesorabile selezione che può raggiungere proporzioni da brivido”.