Lea 2001-2012: il rapporto del ministero della Salute

Dodici anni di Livelli essenziali di assistenza sotto la lente degli esperti. Grafici e tabelle per capire cosa è cambiato

Giù il tasso di ospedalizzazione e il numero di ricoveri per malattie croniche, calano le vaccinazioni antinfluenzali per gli over 65 mentre restano stabili in età pediatrica, cresce l'assistenza domiciliare integrata ma scarseggia ancora l'offerta residenziale per anziani e disabili. Sono alcune delle tenendeze emerse da un'analisi sui Livelli essenziali di assistenza nel periodo 2001-2012 realizzata dal ministero della Salute e pubblicata sul sito istituzionale

I risultati sono contenuti nella monografia “Analisi spazio-temporale degli indicatori della Griglia Lea – Trend regionali 2001-2012” curata dall'Ufficio VI della Direzione generale della programmazione sanitaria del ministero. Un lavoro prodotto a 13 anni dall'entrata in vigore del Dpcm del 29 novembre 2001 che ha definito i Livelli essenziali di assistenza. 

La monografia riporta i risultati regionali specifici per ogni indicatore di monitoraggio dei Lea ed è affiancata da una mappa interattiva e 649 grafici . “L’obiettivo – si legge sul sito del ministero – è quello di descrivere l’andamento nel tempo rendendo disponibili i valori analitici degli indicatori per ciascuna regione, allo scopo di fornire la base di informazioni utile per svolgere un approfondimento di analisi e una riflessione analitica sulla forte eterogeneità che caratterizza le regioni italiane nella domanda di assistenza e nell’erogazione delle prestazioni sanitarie a garanzia dei livelli essenziali di assistenza”.

Nell’area della prevenzione, la copertura assicurata dai servizi regionali per le vaccinazioni in età pediatrica è sostanzialmente stabile nel tempo mentre per la vaccinazione antinfluenzale degli anziani, si osserva una tendenza alla diminuzione in quasi tutte le realtà regionali. I programmi di screening, invece, crescono in quasi tutte le regioni del Centro e del Nord, al contrario del Sud dove, salvo qualche eccezione, la situazione non è così positiva.

Sul fronte dell’assistenza distrettuale, diminuiscono in tutte le regioni i ricoveri ospedalieri evitabili a dimostrazione di "una maggiore qualità de servizi territoriali nell'assistenza delle patologie croniche". Cresce, invece, la percentuale di anziani over 65 raggiunti dall'Assistenza domiciliare integrata (Adi), mentre "non si osservanoincrementi positivi nell’offerta dell’assistenza residenziale agli anziani e ai disabili", salvo poche eccezioni al Centro e al Nord. 

Il tasso di ospedalizzazione è in costante diminuzione un po' ovunque "anche in risposta alle attuali disposizioni normative che ne fissano il tetto al 160 per 1.000 ab. (rif Legge 135/2012)". Le strutture ospedaliere – sottolinea il ministero – sono sempre "più correttamente dedicate all’espletamento dell’attività chirurgica complessa, con l’eccezione di poche regioni in cui l’aumento è meno evidente".  L’appropriatezza dell’assistenza ospedaliera, poi, è in aumento, come dimostra la netta diminuzione ricoveri inappropriati (più evidente a partire dal 2009).

La crescita dell'appropriatezza clinica dei ricoveri sembra avere buone ripercussioni pratiche. Negli ultimi anni è cresciuta la percentuale di pazienti over 65 operati entro due giorni per frattura del collo del femore. Tuttavia, l'incremento è dovuto solo a una minoranza di regioni dove l'incremento è stato particolarmente significativo da trainare il risultato globale. 

A non crescere nel tempo è stata la percentuale dei parti cesarei. Un dato che per il ministero "evidenzia la criticità di questa area dell’assistenza, dove però si possono osservare alcune eccezioni regionali dove è evidente il tentativo di modificare verso il miglioramento l’andamento dell’indicatore". 

 

Il documento

La mappa interattiva