SIOMMMS denuncia i costi inutili nella gestione delle malattie ossee

Si è aperto oggi il XV Congresso Nazionale della Società italiana Osteoporosi. Gli esperti chiedono a Lorenzin che vigili sull'appropriatezza terapeutica

Con un appello al ministro della Salute Beatrice Lorenzin per un suo intervento forte sull’appropriatezza terapeutica, si è aperto oggi a Roma il XV Congresso Nazionale della Società italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro (SIOMMMS). Tra gli ospiti, anche il presidente dell’American Society for Bone and Mineral Research (ASBMR), l’italiano Roberto Civitelli, che porterà i nuovi approcci alla terapia dagli Stati Uniti.

I 500 esperti riuniti a Roma denunciano i costi inutili nella gestione delle malattie dell’osso e auspicano un’alleanza tra specialisti per eliminare terapie inutili e incrementare la prevenzione.

Le cifre parlano chiaro. vengono prescritti farmaci senza necessità a troppi pazienti e, di contro, persone che dovrebbero essere in terapia non vengono sottoposte a trattamento. Nel caso dell’osteoporosi, che in Italia colpisce circa 5 milioni di persone, il 96% delle persone sottoposte a cura per la patologia non si è mai fratturato e il 76% dei malati non viene appropriatamente curato. Ridurre dell’1% le terapie inappropriate porterebbe un risparmio di 4.265.789 euro all’anno; cifra che consentirebbe di investire nella prevenzione delle fratture.
Dal Congresso, in corso fino a sabato, la SIOMMMS chiede perciò che il ministero vigili sulle prescrizioni e sull’applicazione dei protocolli di cura che, sulla base dei dati dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) 2014, risulterebbero disattesi.

“Questa situazione ha due importanti implicazioni a danno dei pazienti e a danno del Servizio sanitario nazionale – spiega il presidente della società scientifica Giancarlo Isaia, Direttore del Dipartimento di Geriatria e Malattie Metaboliche dell’Osso della Città della Salute e della Scienza di Torino  – : i pazienti, per lo più anziani, vedono compromessa la propria qualità di vita per il susseguirsi di fratture che si potrebbero evitare con un trattamento adeguato; il SSN vede moltiplicarsi i costi connessi alla gestione delle fratture che si potrebbero prevenire e che invece inducono anche mortalità e frequenti invalidità permanenti”.

La gestione delle fratture costa infatti al Ssn circa un miliardo di euro all’anno: solo quelle vertebrali rappresentano un onere di circa 300 milioni, mentre ogni frattura di femore costa 13.500 euro.  Secondo la SIOMMMS  l’appropriatezza terapeutica potrebbe essere la strada giusta per una Spending review intelligente in sanità.