Piemonte: cambia la rete ospedaliera

Ok della Giunta regionale alla delibera sulla riorganizzazione delle strutture pubbliche e private

La Giunta regionale del Piemonte ha approvato la delibera sulla revisione della rete ospedaliera pubblica e privata. "Una volta ratficata dal ministero – ha spiegato il governatore del Piemonte Sergio Chiamparino – i nuovi direttori delle aziende l'applicheranno entro il 2017.

Le strutture complesse (primariati) attive negli ospedali pubblici del Piemonte passeranno dalle 842 attuali a 668 entro i prossimi due anni. Nelle strutture private, invece, passeranno da 185 a 148.
I cittadini non assisteranno ad una riduzione di posti letto nelle strutture bensì ad una diversa distribuzione che comporterà un aumento importante di posti letto di continuità assistenziale sull’intero territorio: nella delibera ne sono indicati ben 1330 in più. Si tratta di un prima risposta alla richiesta di tante famiglie che dopo il ricovero ospedaliero chiedono soluzioni per gli ammalati, spesso anziani, prima del rientro in famiglia.

La delibera viene ora presentata come atto di impegno politico al cosiddetto “Tavolo Massicci” del ministero dell’Economia, che la dovrà approvare entro i prossimi mesi, presumibilmente nella prossima convocazione di marzo 2015.

“Gli obiettivi che intendiamo raggiungere – ha commentato Chiamparino – sono diversi: riqualificare la spesa sanitaria riducendo gli sprechi che in questi anni hanno abbassato la qualità del sistema sanitario piemontese; tornare ad assumere medici ed infermieri; investire i 400 milioni che si risparmieranno nei prossimi tre anni in edilizia sanitaria, magari con modalità innovative che consentano di chiudere i cantieri in pochi anni, nelle tecnologie più avanzate, nel rafforzamento dell’assistenza territoriale e domiciliare e della prevenzione. Era indispensabile – ha sottolineato – tornare a programmare l’offerta sanitaria pubblica e privata come in questa Regione non si faceva da troppo tempo”.

L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta, ha posto l’accento sul grande cambiamento che verrà determinato dalla nuova configurazione: “Abbiamo voluto mettere al centro della nostra politica sanitaria la salute e la sicurezza dei cittadini, oltre a ridurre l’attuale frammentazione dell’offerta anche se ci sono comprensibili resistenze a livello locale. Per i piemontesi non ci saranno rivoluzioni. La revisione della rete ospedaliera pubblica non comporta alcun disservizio, anzi nei prossimi due anni porterà ad un reale aumento di efficienza nei reparti”.