Per Samantha Cristoforetti anche test sul circolo sanguigno cerebrale

Tra i 10 progetti scientifici previsti durante la missione spaziale, anche uno seguito da Paolo Zamboni, noto per i suoi studi sulla sclerosi multipla

Samantha Cristoforetti, la prima donna italiana nello spazio, è arrivata oggi sulla Stazione spaziale Internazionale (Iss), dopo sei ore di volo. L’aggancio è avvenuto alle 4 di stanotte, in maniera perfetta secondo la cronaca di Luca Parmitano e ora l'astronauta dell'Agenzia spaziale europea (Esa) rimarrà a bordo per quasi sei mesi, fino a maggio del 2015. Tra le diverse attività in programma, durante la missione "Futura", per l’italiana sono previsti anche diversi test scientifici per l’Esa e l’Asi (Agenzia spaziale italiana). In particolare l’Asi ha selezionato e sviluppato per la missione di Samantha Cristoforetti nove progetti di ricerca scientifica e dimostrazione tecnologica italiani insieme a un altro progetto già presente sulla Stazione che sta raccogliendo dati da oltre tre anni. Cinque progetti saranno dedicati allo studio di vari aspetti della fisiologia umana in condizioni di assenza di peso, due effettueranno analisi biologiche su campioni cellulari portati in microgravità; verrà inoltre portato e sperimentato a bordo della ISS un dimostratore per un processo di produzione automatizzato per la realizzazione di oggetti 3D in assenza di peso (stampa 3D), e una macchina a capsule multifunzione in grado di servire bevande calde, tra le quali anche il tipico “caffè espresso italiano”, a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS). I progetti sono stati ideati da Università, centri di ricerca, aziende e PMI italiane.

Nonostante parte dell’attrezzatura necessaria per i test medici sul circolo sanguigno cerebrale, sia stata persa durante l'esplosione del missile Antares, il 29 ottobre, anche questi test saranno realizzati grazie all'invio di un nuovo razzo della Nasa che le porterà il materiale mancante. L’esperimento Drain Brain quindi si farà, come spiega Paolo Zamboni, medico e ricercatore noto per avere ipotizzato la relazione tra insufficienza venosa cronica cerebrospinale e sclerosi multipla.  

“L'esperimento è diviso in due parti” spiega il medico ad Adnkronos Salute. "Nella prima fase, che durerà per i primi 10 giorni, Samantha utilizzerà l'ecodoppler, che ha imparato a usare nella sperimentazione a terra, e che si trova già sull’Iss. Nella seconda fase dovrà utilizzare un collare (il pletismografo o collare pletismografico) con sensori per la misurazione del circolo cerebrale. Questo collare, di cui un esemplare è stato perso nell'esplosione, sarà recapitato a Samantha, ci hanno assicurato, con un razzo supplementare in tempo utile”.

L'obiettivo dello studio, come ha spiegato Zamboni, è quello di capire se è possibile misurare e indagare a distanza la circolazione cerebrale con strumentazioni semplici. I risultati saranno utili in telemedicina, per le applicazioni sulla terra, in luoghi difficili da raggiungere.

“Ma ci aspettiamo anche dati per migliorare la conoscenza, in termini fisiologici, della circolazione cerebrale, scoprendo il peso e la portata dell'assenza di gravità nel regolare la circolazione” ha concluso Zamboni. “La nostra ipotesi è che la gravità rallenti il circolo cerebrale, fenomeno comune a molte malattie neurodegenerative. La mia speranza è che questa ipotesi sia corretta. In questo modo potremo trasportare le conoscenza emerse dallo studio alle malattie neurodegenerative”.

Prima della partenza la circolazione dell'astronauta è stata studiata approfonditamente e i dati potranno essere confrontati con quelli acquisiti nello spazio.