Aspen sotto accusa per il rincaro di farmaci antitumorali

L’antitrust ha aperto un’inchiesta per un aumento dei prezzi che va dal 250 al 1500 per cento, per farmaci utilizzati nella cura di leucemie, linfomi e mielomi

L’antitrust ha aperto un’istruttoria nei confronti delle società Aspen Pharma Trading Limited e Aspen Italia Srl, a causa del rincaro dei prezzi di alcuni farmaci antitumorali. Si tratta di farmaci utilizzati per la cura in particolare di leucemie, linfomi e mielomi ha subito un aumento che va dal 250 al 1500 per cento nel corso del 2014. I farmaci in questione sono quattro: l’Alkeran, il Leukeran, il Purinethol e il Tioguanina, non sostituibili con altri farmaci perché non esistono in commercio altri prodotti a base dello stesso principio attivo. L’Alkeran per esempio  che prima costava al pubblico 5,80 euro ora  ne costerà 95, il Leukeran passa dai 7,5 euro ai 94; il Purinethol da 16 a 95 euro; e il Tioguanina da 53 euro a 219. Un aumento di costi che graverà sul Servizio Sanitario Nazionale.

Come riporta dettagliatamente il Fatto Quotidiano di oggi, Aspen, forte della sua posizione, avrebbe obbligato l'Aifa ad accettare elevatissimi incrementi di prezzo, determinando un aumento della spesa a danno del Ssn. “La variazione di costi è stata decisa dopo una serie di riunioni e scambi di lettere tra la società e l’Aifa” scrive il quotidiano. “La contrattazione sui farmaci però è iniziata mesi prima, a marzo 2013, quando la Aspen ha sottoposto ad Aifa le domande di variazione del regime di rimborsabilità dei medicinali. Sostanzialmente chiedeva di spostare i quattro farmaci dalla fascia A alla fascia C. Inoltre in una lettera del 9 aprile 2013 inviata all’Aifa, la società evidenzia la necessità di allineare i prezzi nei vari Paesi dell’Unione Europea per garantire nei rispettivi mercati la sostenibilità del prezzo e l’adeguatezza della fornitura”.

Dall’articolo a firma di Valeria Pacelli si legge ancora che Aifa avrebbe deciso di contrattare sul prezzo decedendo però di lasciare il farmaco in fascia A, a carico del Ssn.  Il 14 ottobre 2013 però Aspen minaccia l’Aifa di ritirare i farmaci dal mercato, e in una comunicazione scrive “che qualora non avesse provveduto alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale delle riclassificazione in fascia C o, eventualmente, di rideterminazione del prezzo in fascia di rimborsabilità, entro il termine dettato da Aspen (novembre 2013) Aspen avrebbe provveduto ai sensi di legge, a comunicare l’interruzione della commercializzazione in Italia dei prodotti, a partire da gennaio 2014, rendendo reperibili i medicinali per i pazienti italiani attraverso i mercati di altri paesi dell’Unione Europea al prezzo lì vigente”. Dopo cinque mesi e l'Aifa cede, concordando l’aumento dei prezzi suddetto.

Ora l’antitrust sta verificando l'ipotesi di un abuso di posizione dominante nel mercato dei farmaci antitumorali, compresi nella fascia A e quindi a carico del Servizio sanitario nazionale. “Consapevole dell’assenza di farmaci sostituibili, la strategia di Aspen appare basata sulla minaccia credibile del ritiro delle proprie specialità medicinali dal mercato in caso di mancato accordo” conclude Pacelli.