World Aids Day: obiettivo “zero nuovi casi” entro il 2030

In Italia aumenta l’età mediana della diagnosi. L’incidenza più alta è tra i 25 e 29 anni. L’83,9% di nuovi casi dovuto a rapporti sessuali non protetti

"Closing the gap in Hiv prevention and treatment" ovvero ridurre il divario tra le persone affette da Hiv che hanno accesso alla prevenzione, ai trattamenti, ai servizi di sostegno e coloro che vengono invece lasciati in disparte. Con questo slogan si celebra oggi in tutto il mondo la Giornata mondiale di lotta contro l’Aids  (World Aids Day), istituita per la prima volta nel 1988 per volontà dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms).

Solo riducendo "il gap", secondo l'Oms, sarà possibile infatti porre fine all'epidemia entro il 2030. L'obiettivo "zero nuovi casi" e "zero morti" si riuscirà, infatti, a raggiungere solo se si riuscirà a fare la diagnosi nel 90% dei sieropositivi, a metterne il 90% in trattamento e a ridurre la carica virale nel 90% di questi entro il 2020.

Dagli ultimi dati dell'Agenzia mondiale emerge che nel 2013 35 milioni di persone erano affette da Hiv a livello globale, 12,9 milioni erano in cura con una terapia antiretrovirale (Art). Meno di un bambino su quattro con Hiv ha però accesso agli Art, rispetto agli adulti dove il rapporto è di uno su tre. Circa 1,5 milioni di persone nel mondo sono morte nel 2013 per l'Aids, e ci sono state due milioni di nuove infezioni, il 70% delle quali nei paesi in via di sviluppo.

In Italia, secondo la fotografia scattata dall’ultimo aggiornamento dell’Istituto Superiore di Sanità, non è variato il numero delle nuove diagnosi di Hiv che nel 2013 sono state 3.806 ma è aumentata l’età mediana della diagnosi (39 anni per i maschi e 36 per le femmine) e più della metà avviene in fase avanzata quando i linfociti CD4 sono già bassi o quando sono già comparsi i primi sintomi. Le persone che hanno scoperto di essere Hiv positive nel 2013 sono maschi nel 72,2% dei casi.

L’incidenza più alta è stata osservata tra le persone di 25-29 anni (15,6 nuovi casi ogni 100.000 residenti). La maggioranza delle nuove diagnosi è attribuibile a rapporti sessuali non protetti, che costituiscono l’83,9% di tutte le segnalazioni. Un dato che, come sottolineato recentemente dal ministro Lorenzin nel corso della Conferenza ministeriale La lotta all’HIV/AIDS dieci anni dopo la Dichiarazione di Dublino all'interno del semestro europeo, evidenzia la necessità di tenere alta la guardia sull'Aids e sulla prevenzione, con l'attivazione di campagne ad hoc sulle infezioni sessualmente trasmissibili.

Nel 2013, il 41,9% delle persone con una nuova diagnosi in Italia ha eseguito il test Hiv per la presenza di sintomi Hiv-correlati, il 27,6% in seguito a un comportamento a rischio non specificato e il 15,1% per controlli specialistici legati alla riproduzione sia nella donna che nel partner (gravidanza, parto, interruzione volontaria della gravidanza e procreazione medicalmente assistita).

Le regioni con l’incidenza più alta nel 2013 sono state il Lazio, la Lombardia e il Piemonte. L’incidenza più bassa è stata osservata in Calabria.

In occasione della giornata mondiale, il servizio Telefono Verde Aids e Infezioni sessualmente trasmesse800.861061” dell’Istituto superiore di sanità (Iss) sarà attivo oggi dalle ore 10.00 alle ore 18.00.