Le malattie cardiovascolari si prevengono anche dietro la scrivania

Una maggiore collaborazione fra Sanità e mondo del lavoro per contrastare queste patologie. Ecco il piano in cinque punti della Fondazione italiana per il cuore

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Una maggiore collaborazione fra Sanità e mondo del lavoro per contrastare le malattie cardiovascolari. È questo l’obiettivo della Fondazione italiana per il cuore, che oggi a Roma ha presentato una piattaforma d’azione in grado di contribuire al raggiungimento dell’obiettivo “25by25” fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ossia la riduzione del 25% di mortalità precoce per malattie non trasmissibili, fra cui appunto quelle cardiovascolari, entro il 2025.
 
La proposta, che si articola in cinque punti, nasce dalla consapevolezza che nei luoghi di lavoro è possibile raggiungere oltre 20 milioni di persone e intervenire sui fattori di rischio delle malattie cardiovascolari tra cui alimentazione scorretta, sedentarietà, stress, fumo, elevata pressione sanguigna, elevati livelli di colesterolo, sovrappeso e obesità, diabete.
 
Vediamo nello specifico il piano d’azione:
1. Favorire il counseling, per informare i dipendenti sull’importanza della prevenzione delle malattie trasmissibili e delle patologie cardiovascolari in particolare;
2. Effettuare campagne di screening per i fattori di rischio cardiovascolare nei luoghi di lavoro;
3. Favorire un’alimentazione corretta e bilanciata nelle mense aziendali;
4. Promuovere azioni di team building incentrate su movimento e attività fisica, mettendo a disposizione adeguati spazi o favorendo l’accesso alle palestre anche esterne alle aziende stesse; 
5. Rinforzare i programmi di protezione contro il fumo.
 
“Alle Istituzioni chiediamo di investire di più nella prevenzione tenendo conto che questo investimento si traduce in un risparmio della spesa sanitaria; alle aziende chiediamo di contribuire a questo tipo di investimenti favorendo la conoscenza e la diffusione delle informazioni sulla prevenzione delle malattie cardiovascolari e sui corretti stili di vita – afferma Elena Tremoli, presidente della Fondazione italiana per il cuore – Solo così riusciremo a centrare l’obiettivo della riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari e il “25by25 goal” dell’Oms”.