Eterologa: in Sicilia e Toscana le prime 30 fecondazioni

Procreazione assistita con gameti esterni alla coppia: i primi numeri dopo la sentenza della Corte Costituzionale

Da quando la Consulta, lo scorso aprile, ha dichiarato incostituzionale il divieto contenuto nella legge 40 del 2004, sono state praticate in Italia una trentina di fecondazioni di tipo eterologo. Il primato, al momento, spetta alla Sicilia con 20 fecondazioni effettuate con la donazione di gameti esterni alla coppia. Qui i primi bebè nasceranno ad agosto. Altre nove sono fecondazioni eterologhe praticate in Toscana, una nel Lazio e “alcune” (non è ancora disponibile un dato preciso) in Veneto.

Sono i primi numeri, dopo l’accelerazione impressa con l’approvazione delle linee guida da parte delle Regioni, “ma fra gli operatori e le coppie c’è ancora molta confusione e paura nei confronti di una pratica che va invece incoraggiata per far nascere più bambini nel nostro Paese”, commenta Antonino Guglielmino, direttore medico dell’associazione siciliana Hera onlus a margine di un incontro organizzato oggi alla Camera dal titolo “Pazienti infertili ed esperti incontrano le Istituzioni". “In Sicilia – spiega Guglielmino – abbiamo esaurito le liste di attesa per quanto riguarda la donazione di gameti maschili ed eseguito in tutto 20 eterologhe. Sei di queste donne sono in dolce attesa”. In Toscana il primo bebè dovrebbe arrivare a giugno. All’ospedale Careggi di Firenze, il primo in Italia a far ricorso all’eterologa dopo la sentenza, sono state praticate tre fecondazioni che si sommano alle sei di Arezzo.

Sulla strada della fecondazione eterologa sorgono ancora molti ostacoli. Il primo, sottolineato oggi durante l’incontro alla Camera, riguarda l’inserimento della procreazione assistita nei Livelli essenziale di assistenza (Lea). Secondo Guglielmino è ciò che serve “per passare dall’1,7% di nati in provetta in Italia ad almeno il doppio”. A proposito della ridefinizione dei Lea, Assuntina Morresi – consulente del ministero della Salute in materia di procreazione assistita – assicura che “il ministro Lorenzin manterrà la promessa, ci sta lavorando e sono in corso dei tavoli tecnici”.

Sul piano legislativo c’è chi auspica una riscrittura della legge 40. È il caso della senatrice Emilia Grazia De Biasi che ha annunciato per la prossima settimana la presentazione in Commissione Igiene e Sanità del Senato di un disegno di legge a sua firma. L’obiettivo – spiega la senatrice – è “ridefinire i contorni delle legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, una legge in qualche modo crudele”. Ma non sarà un ddl sulla fecondazione eterologa: “Per quella servono delle linee guida per ottemperare alla sentenza della Consulta”. Infine, la proposta di un emendamento alla legge di Stabilità “per l’istituzione di un registro dei gameti presso il Centro nazionale trapianti”.