Inaugurata a Roma l’Hiv Care Academy: allerta degli esperti, “Mantenere la memoria della malattia”

Servono più campagne di formazione e informazione che mettano in guardia dal virus soprattutto le giovani generazioni

Con quasi 4 mila nuove infezioni l'anno e circa 130 mila pazienti cronici sieropositivi al virus dell'Hiv l'Italia rappresenta uno dei Paesi più avanzati al mondo per il trattamento di questa patologia, garantendo ad oltre il 90% dei pazienti un aspettativa di vita molto più lunga rispetto al passato. Ridotto al minimo, grazie all'introduzione della terapia antiretrovirale, lo spauracchio delle infezioni opportunistiche, con conseguente crollo (60-80%) dei decessi determinati dall'infezione, specialisti e strutture si trovano oggi a fare i conti con un duplice paradosso. C'è in primis la difficoltà di affrontare gli effetti delle patologie croniche caratteristiche della popolazione generale in pazienti "particolari" quali sono appunto gli Hiv positivi, ma c'è soprattutto da fare i conti con il quadro contraddittorio della rappresentazione dell'HIV nel nostro Paese. Raggiunta l'eccellenza delle cure e dell'outcome, il numero di nuovi casi resta costante, aumenta l'età in cui ci si infetta e nel 40% dei casi si tratta di eterosessuali, a conferma del dato emerso da una recentissima indagine Gfk Eurisko secondo cui 8 italiani su 10 non si sentono a rischio di contrarre l'HIV, a testimonianza del calo d'attenzione che ha determinato negli ultimi anni una sorta di blackout informativo sulla patologia. Il tema è stato oggi al centro dei lavori del convegno inaugurale dell'HIV care Academy, promosso da AboutPharma and Medical Devices con il patrocinio di Simit (Società italiana di Malattie infettive e tropicali) e Sim (Società italiana di Microbiologia).

Obiettivo del progetto: valorizzare la performance realizzata dalle eccellenze italiane sul fronte del trattamento della patologia posizionando l'Italia come Paese di riferimento in materia, utilizzare tutti gli strumenti sociali, istituzionali e clinici per ottimizzare i percorsi terapeutici dedicati, prevenendo le conseguenze della cronicizzazione e garantendo l'approccio ottimale a fronte della crisi di sostenibilità che rischia oggi più che mai di mettere a rischio il Ssn. 

A sottolineare la questione della sostenibilità è stata in particolare la senatrice Laura Bianconi, membro della commissione Igiene e Sanità del Senato, intervenuta in apertura dei lavori. "I tagli alla sanità ci saranno, ma saranno inferiori al previsto, massimo 1,5 miliardi"- ha detto facendo riferimento alle norme contenute nella Legge di Stabilità in corso d'esame in commissione Bilancio proprio a Palazzo Madama. – "l'indicazione che è stata data alle Regioni è di tagliare sui beni e servizi e non sui servizi di diagnosi e cura o sulle tecnologie".

Mantenere alto il livello d'attenzione e le cure messe a disposizione dei  pazienti Hiv-sieropositivi è del resto l'obiettivo prioritario degli esperti che oggi a Roma hanno tenuto a battesimo l'HIV care Academy: "gli antiretrovirali ci hanno fatto realizzare risultati eclatanti ed è impensabile che si possa pensare di tagliare questo tipo di terapie – riassume per tutti Carlo Federico Perno, docente di Virologia all'Università di Roma Tor Vergata e presidente del Collegio italiano docenti di Microbiologia e virologia. "Ora, dopo tre decenni di straordinarie esperienze, è necessario mantenere la memoria di una patologia che, se non curata, è ancora oggi mortale. Per questo è più che mai indispensabile attivare intelligenze ed esperienze finalizzate a produrre campagne di formazione e informazione che mettano in guardia dal virus soprattutto le giovani generazioni".