Medicina difensiva, giovani e formazione: i temi caldi del 75° Congresso Sic

Dal 13 al 15 dicembre a Roma l'appuntamento nazionale della Società italiana di cardiologia

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La “piaga” della medicina difensiva e i “guai” della formazione medica in Italia. Ma anche la salute dei giovani e le malattie cardiovascolari nelle donne. Sono solo alcuni dei tanti temi al centro del 75esimo Congresso nazionale della Società italiana di cardiologia (Sic) in programma dal 13 al 15 dicembre a Roma.

Medicina difensiva: le proposte

“La medicina difensiva è un problema molto spinoso, uno di quei problemi che sta lì nell'angolo, tutti lo vedono ma nessuno lo affronta”, dice il presidente della Sic Matteo Di Biase presentando l'edizione 2014 del congresso che raduna nella Capitale oltre duemila specialisti.

La pratica della prescrizione di accertamenti diagnostici o farmaci superflui, la tendenza a evitare trattamenti ad alto rischio per ridurre l'esposizioni a procedimenti penali e civili, i costi in più che la medicina difensiva produce, saranno al centro di un confronto fra medici, avvocati e magistrati. Ma, al di là del dibattito, secondo Di Biase servono interventi concreti. Per questo, il programma del congresso prevede un simposio ad hoc per ragionare su alcune proposte da sottoporre ai “decisori politici”, come “l'estensione della copertura assicurativa personale da parte dei medici, la nomina di un risk manager in tutte le Asl, la rimodulazione dell'azione penale e la ricerca di una via extragiudiziale del contenzioso".

Come ricorda il presidente dei cardiologi italiani, le stime sull'incidenza della medicina difensiva sulla spesa sanitaria pubblica oscillano attorno ai 10 miliardi di euro all'anno. Arginare l'espandersi di quest'area di spesa superflua permetterebbe – secondo Di Biase – di “utilizzare meglio le risorse e arrivare a una medicina difensiva della salute del paziente e non a quella per la difesa dei medici”.

Università e scuole di specializzazione

Numero chiuso per l'accesso alla facoltà di Medicina e riforma delle specializzazioni mediche sono i temi su cui insisterà, nella cornice del Congresso, l'ex presidente Sic Salvatore Novo, ordinario di Malattie dell'apparato cardiovascolare all'Università d Palermo. “Attualmente – spiega Novo – sono in via di discussione o approvazione una serie di provvedimenti legislativi che, se definiti nelle forme divulgate, rischiano di incidere negativamente sulla formazione medica nel nostro Paese”. In primo luogo, “la proposta di abolizione del numero chiuso per l'accesso a Medicina” che appare “nebulosa e di dubbia applicabilità”.

Ma la situazione è critica già ora: “Quest'anno l'indiscriminata ammissione di studenti al primo anno, a seguito delle deliberazioni dei Tar, ha incrementato in maniera abnorme il numero degli studenti. A Palermo siamo passati da 450 studenti a oltre 1.500 e altri ne attendiamo”. Una situazione ingestibile di fronte alla quale, a Palermo, si prova a porre rimedio come si può: “Utilizziamo – spiega il docente – le aule della facoltà di Ingegneria con lezioni in streaming, ma il bello dovrà ancora venire quando si dovrà far svolgere l'attività teorico-pratica”. Forse – commenta Novo con amarezza – “non basteranno gli ospedali di tutta la città”.

Dai cardiologi arriva anche una bocciatura nei confronti della riforma delle scuole di specializzazione medica. “Accorciare di un anno la durata delle scuole, così come si vuole fare – commenta il docente dell'ateneo siciliano – significa fare il contrario di ciò che si fa in Europa. La Società europea di cardiologia dice che per un cardiologo i percorsi formativi dovrebbero durare sei anni. Nella maggior parte dei Paesi Ue la durata oscilla fra 5 e 7. Qui in Italia vogliamo andare indietro. Quando si parla di economia ci preoccupiamo di ascoltare l'Europa, ma mai quando si tratta di formazione, cultura e ricerca”.

Ancora sul terreno della formazione, il presidente Sic De Biasi ha annunciato che, grazie al contributo di Msd Italia, è stato bandito un concorso per 25 borse di studio annuali dal valore di 25 mila euro ciascuna destinate a giovani cardiologi per esperienze di ricerca all'estero.

Adolescenti, uno su 100 ha problemi cardiaci

A proposito di giovani, gli esperti della Sic si rivolgono alle istituzioni per chiedere una diffusione più capillare dell'elettrocardiogramma nelle scuole. ''Stiamo lavorando con ministero della Salute, della Pubblica Istruzione e Coni – spiega Francesco Fedele, presidente della Fondazione Italiana Cuore – Finora da un nostro progetto che ha coinvolto quasi 20mila ragazzi è emerso che circa il 20-25% ha una anomalia del tracciato, che dopo approfondimenti svela una malattia nell'1% dei casi''.

Donne e malattie cardiovascolari

Oltre che sui giovani, l'attenzione dei cardiologi si concentrerà sulle donne. “Le malattie cardiovascolari rappresentano la causa principale di morbilità e mortalità nel genere femminile, esattamente come in quello maschile”, spiega Giuseppe Mercuro, ordinario di Cardiologia all'Università di Cagliari e presidente di Finsic (Finanziaria della Sic). Un dato che – come testimoniano indagini statistiche su scala europea – contraddice la scarsa percezione del pericolo da parte delle donne, ma anche un senso comune diffuso secondo cui le malattie cardiovascolari colpiscono di più gli uomini. Nei Paesi occidentali la cardiopatia ischemica, ad esempio, è la causa principale di disabilità e di morte per le donne e in Italia è responsabile di 120mila decessi all'anno. Muovendo da queste premesse – annuncia Mercuro – “la Sic sta conducendo uno studio su tutto il territorio nazionale in collaborazione con la Società italiana di ginecologia e ostetricia sulla percezione, conoscenza e consapevolezza delle donne italiane” in materia di patologie cardiovascolari.