Ebola: Ema pubblica un report sui trattamenti in fase di sviluppo

Per l'Agenzia non ci sono evidenze sufficienti sulla sicurezza ed efficacia dei sette farmaci sperimentali. Le terapie sono ancora in fase iniziale di sviluppo

"Attualmente non ci sono evidenze sufficienti a trarre conclusioni sulla sicurezza ed efficacia di ciascuna delle terapie sperimentali per la malattia causata dal virus Ebola quando utilizzata in pazienti infettati".

E' il risultato dell primo interim report pubblicato dall’Agenzia Europea dei Medicinali (Ema) che sta continuando a revisionare tutti i trattamenti per l'Ebola attualmente in sviluppo. La revisione dell’Ema è stata avviata dal Comitato per i Medicinali per Uso Umano (Chmp) dell’Agenzia per supportare il processo decisionale delle autorità sanitarie.

Il report include informazioni su sette medicinali sperimentali: BCX4430 (Biocryst); brincidofovir (Chimerix); favipiravir (Fujifilm Corporation/Toyama); TKM-100802 (Tekmira); AVI-7537 (Sarepta); ZMapp (Leafbio Inc.) e Anti-Ebola F(ab’)2 (Fab’entech).

La quantità di dati disponibili per i sette trattamenti, spiega in una nota l'Agenzia, è molto variabile. Per alcuni composti non ci sono dati disponibili derivati dall’uso nell’uomo. Un modesto numero di trattamenti è stato somministrato a pazienti durante l’attuale epidemia di Ebola come uso compassionevole. Infine, ci sono anche alcuni medicinali inclusi nella revisione che sono già stati studiati nell’uomo, ma per il trattamento di altre malattie di origine virale.

“I trattamenti per i pazienti infettati dal virus Ebola sono ancora in fase iniziale di sviluppo, – ha spiegato Marco Cavaleri, a capo del Dipartimento Anti-infettivi e Vaccini dell'Ema – Incoraggiamo i ricercatori a generare maggiori informazioni sull’uso di questi medicinali nel trattamento dei pazienti affetti da Ebola. Noi revisioneremo ogni nuova informazione appena si renderà disponibile per supportare la risposta a questa crisi di salute pubblica in corso.”

L'Ema sta collaborando con le autorità regolatorie di tutto il mondo per sostenere l'Organizzazione Mondiale della Sanità e per fornire consulenza su possibili percorsi per lo sviluppo, la valutazione e l'approvazione di farmaci per combattere l'Ebola.

In Italia l'Aifa ha autorizzato sei farmaci sperimentali per il primo paziente italiano affetto dal virus Ebola, il medico di Emergency riportato d’urgenza in Italia dalla Sierra Leone e ricoverato all’Istituto Spallanzani di Roma dallo scorso 25 novembre. Nella gestione di caso, l’Italia ha ricevuto ieri il plauso dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. La delegazione dell’Organizzazione Mondiale, che ha visitato l'Istituto Spallanzani, ha anche incontrato il ministro della Salute Beatrice Lorenzin e si è congratulata per il sistema di sicurezza messo in atto dall’Italia.
 

L'interim report dell'Ema