Medicina, Giannini: “Più borse per gli specializzandi”

Per l'accesso alle Facoltà i test d'ammissione torneranno a svolgersi a settembre

Mettere a disposizione degli specializzandi più borse di studio, ma accorciando di un anno la durata delle scuole. Escludere qualsiasi ipotesi di abolizione del numero chiuso, ma riportare i test di ammissione nel mese di settembre. Sono le priorità nell’ambito della formazione dei futuri medici secondo il ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Stefana Giannini, in audizione oggi alle commissioni riunite Cultura e Affari sociali della Camera sugli orientamenti del governo in materia di accesso ai corsi di laurea e alle scuole di specializzazione in Medicina.

Le specializzazioni

Le criticità delle scuole di specializzazione riguardano soprattutto, com’è noto da tempo, il disallineamento fra numero di laureati e posti disponibili. Uno scenario che il ministro Giannini descrive con la metafora dell’imbuto: “Sono 63 mila i candidati potenziali alle Facoltà di Medicina, 12 mila i laureati che provano l’accesso alle Scuole di specializzazione e 8.200 i posti previsti con le borse di studio. Il quadro è quello di un imbuto decrescente che crea un’aspettativa all’inizio”. Da qui la necessità di favorire “una corretta ed equilibrata corrispondenza tra quanti medici si laureano e quanti poi saranno gli specializzandi che riusciamo a garantire”.

Nel corso dell’audizione il ministro ha annunciato l’impegno del Governo ad “aumentare borse di studio per gli specializzandi in un modo diretto, con lo sforzo del Miur di concerto con i fondi del ministero dell’Economia. Poi in un modo indiretto, con l’intesa nel Patto per la Salute dove – spiega Giannini – stiamo concordando un’azione con il ministero della Salute”.

Il gruppo di lavoro insediato al Miur e guidato dal presidente del Consiglio universitario nazionale (Cun) Andrea Lenzi ha consegnato al ministro una proposta di revisione delle scuole che prevede la riduzione della durata di un anno e un accorpamento delle specializzazioni in tre grandi aree di studio.

 

L’accesso a Medicina

Sul piano dell’accesso ai corsi di laurea la prima notizia è che i test d’ingresso per le facoltà di Medicina torneranno a svolgersi a settembre, presumibilmente nella prima decade. Una novità che certifica l’archiviazione dell’esperimento fatto l’anno scorso ad aprile. “È auspicabile – spiega il ministro – che i test siano anticipati da una preparazione più mirata alle prove che gli atenei si sono detti disponibili a organizzare”. E il numero chiuso a Medicina a quanto pare è punto non negoziabile: “Toglierlo significherebbe tornare indietro, serve – insiste il ministro – garantire che tanti medici si laureano e tanti poi si scrivo alle scuole di specializzazione”. Infine, per rendere più gestibile la formazione degli aspiranti medici, il ministro Giannini pensa a “una valida e certificata attività di orientamento nelle scuole superiori per ridimensionare, nell’alveo della normalità, il flusso di domande d’iscrizione”.

Sull’eventualità di aprire in futuro al modello francese – dove non esiste un test di ammissione, ma è previsto un concorso a numero chiuso alla fine del primo anno – il ministro non mostra preclusioni: “Noi – ha detto – quest’anno perfezioniamo il modello esistente, poi non dobbiamo precluderci la possibilità di riflettere quando e se avremmo ricondotto la domanda di Medicina a numeri ragionevoli: 90 mila ragazzi su 220mila matricole vogliono fare i medici e mi sembra un dato francamente elevato”.

Per rendere più gestibile la formazione degli aspiranti medici, il ministro Giannini pensa a “una valida e certificata attività di orientamento nelle scuole superiori per ridimensionare, nell’alveo della normalità, il flusso di domande d’iscrizione”. Già dal prossimo settembre i ragazzi delle scuole cominceranno a pensare al percorso universitario da intraprendere e il Miur predisporrà “prove di autovalutazione ispirate a modelli già esistenti che consentono a un ragazzo, a seconda del punteggio che ottiene, di capire se avrà delle chance sulla carta di essere uno studente e di avere successo nella Facoltà scelta”.