Da Roma il primo ok alla revisione della rete ospedaliera del Piemonte

Assessore Saitta: "ottima notizia. Presto risposte concrete su emergenza personale"

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Da Roma arriva il primo ok alla revisione della rete ospedaliera del Piemonte. Oggi i vertici tecnici del ministero, durante un incontro con il direttore dell’assessorato regionale alla sanità, Fulvio Moirano, hanno condiviso l’impianto alla base della delibera della Giunta Chiamparino, ispirata alla massima sicurezza dei malati attraverso la riduzione della frammentazione dei servizi. 
 
“Ci hanno chiesto il cronoprogramma dell’attuazione nell’arco dei prossimi due anni – spiega Moirano – compreso il dettaglio dell’attivazione delle strutture complesse non legate all’emergenza oggi di competenza delle singole Asl: il ministero è interessato a che il risultato in Piemonte entro la fine del 2016 sia raggiunto nel suo insieme e quindi i margini di manovra per piccoli spostamenti e correzioni all’interno delle tabelle sulla dislocazione delle varie specialità sono assolutamente ammissibili. La formulazione di alcune prescrizioni completerà a giorni il parere tecnico del ministero della Salute, che verrà formalizzato la prossima settimana dopo l’incontro con i tecnici del ministero delle Finanze”.
 
Soddisfazione è stata espressa dall’assessore alla Sanità Antonio Saitta, che la definisce “un’ottima notizia che aspettavamo per poter confermare ai territori e ai loro sindaci le intese che stiamo raggiungendo in questi ultimi giorni sulle necessarie integrazioni e sugli aggiustamenti alla delibera, sempre a saldo zero di costi e tempi. Per la prima volta vediamo davvero la possibilità di dare risposte concrete sull’emergenza del personale, in particolare infermieristico”, commenta l’assessore, che ha già convocato per venerdì mattina i cinque direttori generali delle aziende sanitarie con i pronto soccorso maggiormente in crisi: Molinette, Martini, Mauriziano, San Giovanni Bosco/Maria Vittoria di Torino e Rivoli. 
 
Saitta precisa che per accelerare il più possibile lo sblocco del turnover si sta valutando la possibilità di attingere da graduatorie aperte presso alcune aziende sanitarie che hanno espletato negli ultimi tempi concorsi per infermieri.