Furti di farmaci in ospedale: giro d’affari da 22 milioni

I dati aggiornati del centro studi Transcrime. Scaccabarozzi (Farmindustria): "Fenomeno preoccupante e pericoloso"

I furti di farmaci negli ospedali sono in aumento. In due anni e mezzo il giro d’affari criminale ha toccato quota 22 milioni di euro. E il mercato illegale fa gola alle mafie. A dirlo è Transcrime – il Centro interuniversitario di ricerca sulla criminalità transnazionale dell’Università Cattolica di Milano e dell’Università degli studi di Trento – che da tempo studio il fenomeno e ora ha aggiornato i dati disponibili, anticipati da Adnkronos Salute.

Fra l’inizio del 2013 e maggio 2014 il monitoraggio di Transcrime ha registrato un centinaio di casi. "Il trend dei furti è in aumento e stiamo analizzando anche altre tipologie di sottrazione illegale, come ad esempio quelle ai camion che trasportano i medicinali”, spiegano Michele Riccardi e Marco Dugato, ricercatori dell'Università Cattolica di Milano. A far gola alla criminalità sono gli antitumorali, gli immunosoppressori, gli antireumatici, i biologici e in alcuni episodi le pillole per il trattamento della disfunzione erettile.

Lo scorso anno in Campania e Puglia si è registrato il 45% dei casi totali, come già nel 2013. Al centro e al Nord le Regioni più colpite sono Lazio, Lombardia e Friuli Venezia Giulia. Ed è di alcuni giorni fa la notizia del furto di antitumorali in due depositi a Nola e Ottaviano in Campania, appunto, e la rapina alla Coopfarma di Lecce, società che si occupa della distribuzione di medicinali e prodotti parafarmaceutici sul territorio salentino.

"È presumibile che i prodotti rubati – osservano i ricercatori – vengano reimmessi sul mercato illegale, a livello nazionale ma anche all'estero, in Paesi caratterizzati da un sistema sanitario più debole o da difficoltà di accesso ai canali legali (Est Europa e Grecia). L'Italia è purtroppo leader in Ue di questa tipologia di furti casi simili li abbiamo riscontrati solo in Sud America, Argentina o Messico, ma il nostro Paese viste le sue peculiarità territoriali permette con maggiore facilità scambi illegali con paesi dell'Est e del Mediterraneo".

Su come vengono organizzati questi furti i ricercatori di Transcrime hanno alcune ipotesi: "Dalle verifiche che avevamo fatto risultava che il 30% delle sottrazioni avveniva grazie all'aiuto di una persona interna all'ospedale, inoltre spesso non c'è erano tracce di forzatura di porte o finestre. È chiaro che quantità elevate di medicinali hanno poi bisogno di una rete di sostegno che possa falsificare documenti e bolle che solo un'organizzazione criminale può già avere in piedi sul territorio".

Il lavoro di Transcrime si è basato finora sulle notizie apprese dalla stampa. “Ora – spiegano i ricercatori – stiamo sistematizzando lo studio allargandolo anche ad altre forme di furto, in collaborazione con i Carabinieri dei Nas, alcune Procure e l'Agenzia italiana del farmaco (Aifa). È necessario accedere a dati migliori e più accurati, solo in questo modo possiamo avere un quadro più preciso".

Nei giorni scorsi, a Napoli, un uomo e una donna sono stati sorpresi in strada a vendere farmaci illegalmente. Antibiotici, analgesici, decongestionanti nasali, antinfiammatori, antistaminici e persino ansiolitici e antidepressivi, probabilmente – secondo i Carabinieri – contrabbandati dall’Ucraina all’Italia.

Per il presidente di Farmindustria, Massimo Scaccabarozzi, i furti di farmaci negli ospedali italiani sono un fenomeno preccupante che – dice all'Adnkronos Salute – "da un lato rappresenta un crimine, dall'altro un pericolo concreto per la salute pubblica, dovuto al fatto che questi medicinali potrebbero non essere conservati adeguatamente dal momento del furto e nei tragitti seguenti, e poi comunque reimmessi nel circuito".  Ma è un fatto "positivo" – aggiunge Scaccabarozzi – che ci sia "una task force che lavora in maniera seria e continua" per arginare questa forma di criminalità.