Arrivano i consorzi per lo sviluppo del vaccino contro Ebola

Lo annuncia Johnson & Johnson. Saranno finanziati attraverso il Programma Ebola+ di Imi, sostenuto dalla Commissione europea

Unire le forze per battere l’Ebola. Ad annunciare la nascita di consorzi, tramite i quali Istituti di ricerca internazionali e organizzazioni non-governative collaboreranno con Janssen per accelerare lo sviluppo del vaccino, è Johnson & Johnson. Innovative Medicine Initiative (Imi) prevede di assegnare a tali consorzi oltre 100 milioni di euro di contributi nell’ambito del programma Ebola+, per sostenere lo sviluppo e la produzione del vaccino e per sensibilizzare i pazienti.
 
Il finanziamento del programma Ebola+ dell’Imi, in parte, deriva da Horizon 2020, il programma di finanziamento per la ricerca e l’innovazione dell’Unione europea, e in parte è costituito dal supporto dei partner dei progetti che aderiscono a Efpia, la Federazione europea delle industrie e associazioni farmaceutiche. "Di fronte alla sfida globale dell’Ebola, mettere insieme le competenze, le esperienze e le capacità dell’industria farmaceutica, del mondo accademico e delle Ong sarà fondamentale per contribuire a risolvere questa crisi – dichiara Paul Stoffels, Chief Scientific Officer e presidente mondiale Area farmaceutica di Johnson & Johnson – Il sostegno della Commissione europea attraverso Imi rafforza una collaborazione che dovrebbe accelerare in modo significativo le iniziative volte ad affrontare questa crisi umanitaria". 
 
"E’ straordinario vedere così numerosi partner mettersi insieme, per accelerare lo sviluppo di un vaccino efficace nei confronti sia dell’attuale, che di future epidemie – aggiunge Peter Piot, direttore della London School of Hygiene & Tropical Medicine, uno dei partner dei consorzi – Questa è un’opportunità per far sì che questa sia l’ultima epidemia di Ebola, in cui gli unici strumenti a nostra disposizione per controllarla siano l’isolamento e la quarantena".
 
I finanziamenti sosterranno diversi consorzi di collaborazione per un totale di quattro progetti. Tre di questi sono volti ad accelerare le sperimentazioni di Fase I, II e III e aumentare la scala di produzione del vaccino prime-boost. Attualmente è in corso uno studio di Fase I, guidato dal Gruppo Vaccini di Oxford, e sono previste sperimentazioni in Africa. Se l’esame dei dati preliminari di Fase I avrà esito positivo, gli studi di Fase II e III saranno condotti in parallelo in Europa e in Africa. Un quarto progetto studierà strumenti e metodi innovativi per sensibilizzare la popolazione e favorire l’adesione alle campagne di vaccinazione. 
 
“Apprezziamo moltissimo il sostegno della Commissione europea – afferma Johan Van Hoof, responsabile mondiale Malattie Infettive e Vaccini di Janssen – e siamo lieti che si unisca a noi e ai nostri importanti partner per accelerare ulteriormente il conseguimento del nostro obiettivo di mettere a disposizione quanto prima il vaccino, se verrà approvato, alle famiglie e agli operatori sanitari che sono in prima linea”.
 
Tra i soggetti che si sono uniti a Janssen vi sono la London School of Hygiene & Tropical Medicine, l’università di Oxford, l’Institut national de la santé et de la recherche médicale (Inserm), La Centre Muraz, Bavarian Nordic A/S, Vibalogics, la Fondazione Grameen e World Vision Irlanda.