Conferenza Stato-Regioni: approvato Dpcm sui precari Ssn

Lorenzin: "Primo passo importante per dare risposte ai lavoratori che da anni attendono di essere stabilizzati"

La Conferenza Stato-Regioni ha approvato il Dpcm sui precari nel Servizio sanitario nazionale. Il provvedimento disciplina il ricorso al lavoro flessibile in tutte le aree (dirigenziali, medico veterinaria e sanitaria) al fine di garantire l'erogazione del Livelli essenziali di assistenza.

Nel dettaglio, il testo approvato dalla Conferenza prevede procedure di reclutamento transitorie destinate al personale in possesso di contratto di lavoro a tempo determinato in misura non superiore al 50 per cento delle risorse finanziarie disponibili per assunzioni a tempo indeterminato,  procedure di reclutamento speciale per Lavoratori socialmente utili (Lsu) e Lavoratori di pubblica utilità (Lpu). E ancora: la proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato, la possibilità di partecipare alle procedure in questione per il personale dedicato alla ricerca in sanità e per il personale medico in servizio presso il Pronto soccorso delle Aziende sanitarie locali, con almeno 5 anni di prestazione continuativa, ancorché non in possesso della specializzazione.

Rispetto al precedente testo diramato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin il 22 dicembre scorso, quello approvato dalla Conferenza Stato Regioni di oggi ha previsto piccole modifiche di dettaglio nel contenuto delle norme, ma ha spostato al 2018 il termine per fare i concorsi, come previsto, del resto, dalla legge di Stabilità.

Sull'approvazione del Dpcm è intervenuto in serata il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin: “L’intesa di oggi – si legge in un comunicato – è un primo passo fondamentale per dare risposte a lavoratori che hanno dato tanto al Servizio sanitario nazionale in termini di competenza e impegno e che da anni attendono di essere stabilizzati. Siamo consapevoli che molto resta da fare, ma dobbiamo considerarlo l’inizio di un percorso sul quale continuare a lavorare per cogliere l’obiettivo di azzerare le sacche di precariato presenti nelle Aziende ospedaliere italiane”.

In effetti il percorso è ancora lungo. Come sottolinea il sottosegretario alla Salute, Vito de Filippo, “questo provvedimento non include l’intero universo della stabilizzazione nel settore della sanità, ad esempio gli atipici impiegati per far fronte alle esigenze di servizio nel campo dell’emergenza-urgenza, ma è importante aver iniziato a dare uno sbocco al problema ed è chiaro che bisogna continuarci a lavorare”.