Antitrust: “uso Avastin sia esteso anche a privati accreditati”. L’Aiop plaude alla proposta

Secondo l'Autorità garante della concorrenza e del mercato la determina Aifa dello scorso giugno appare sollevare criticità concorrenziali

Il caso Avastin-Lucentis sembra non avere fine. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato è intervenuta, di recente, con una segnalazione del presidente, Giovanni Pitruzzella, sulla determina Aifa del 23 giugno 2014, che solleva, secondo l’Antitrust “criticità concorrenziali nella misura in cui prevede che, a fronte dell'inserimento dell'Avastin nella 'lista di trasparenza', la somministrazione" del farmaco per uso intravitreale "dovrà essere riservata a centri oculistici ad alta specializzazione presso ospedali pubblici individuati dalle Regioni".
 
L’auspicio dell’Autorità è che l’uso di Avastin (bevacizumab) venga esteso, invece, anche agli ospedali privati accreditati. "Una simile limitazione all'uso del farmaco solo negli ospedali pubblici comporta – spiega Pitruzzela – per le strutture ospedaliere private, il necessario ricorso al farmaco Lucentis che, come noto, ha un prezzo estremamente più elevato, rendendo in tal modo non competitiva l'offerta delle strutture private, anche ve convenzionate, con quelle pubbliche, in tal modo attuando una ingiustificata discriminazione tra strutture pubbliche e private". Una scelta che "non risulta motivata da giustificazioni tecniche o sanitarie, anche alla luce del parere espresso dal Consiglio superiore di sanità che ha raccomandato l'uso del farmaco Avastin in centri di alta specializzazione, non fornendo alcuna indicazione sulla natura pubblica o privata degli stessi".
 
"L'Autorità auspica, pertanto, che – in assenza di motivazioni alla discriminazione segnalata, al momento non presenti nella determina in parola – la stessa sia prontamente modificata eliminando il profilo discriminatorio evidenziato tra soggetti pubblici e privati, al fine di garantirne la neutralità concorrenziale – conclude – nei confronti delle strutture autorizzate all'utilizzo e alla somministrazione del farmaco Avastin per uso intravitreale".
 
Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale di Aiop-Associazione italiana ospedalità privata, Filippo Leonardi: "ben venga quanto detto dall'Antitrust. Già da tempo Aiop aveva sollevato il problema, ma la questione era rimasta irrisolta a causa di un rimpallo tra Aifa e Regioni, dando origine a una vera discriminazione – afferma – Con questa pronuncia dell’Antitrust si ristabilisce la possibilità per il cittadino di scegliere la struttura che reputa migliore all’interno dell’intero sistema sanitario. Ora speriamo che da Aifa arrivi presto una nuova determina e che le Regioni si comportino di conseguenza, eliminando il profilo discriminatorio tra soggetti pubblici e privati".