Stabilità, ancora un nulla di fatto per l’intesa tra Governo e Regioni

Chiamparino: "Ci troveremo tra una settimana". Sembra confermata l'ipotesi del taglio di circa 2 miliardi al fondo sanitario

Ancora un nulla di fatto per quanto riguarda l’intesa tra Stato e Regioni sui tagli previsti dalla legge di stabilità. Così l’appuntamento è rimandato alla prossima settimana, dal momento che ci sono “ancora delle cose da approfondire”, ha detto il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, al termine della Stato-Regioni di oggi.

“Abbiamo preso atto che quattro quinti dei punti sono condivisi e abbiamo acquisito da parte del Governo che il termine del 31 gennaio” che era stato fissato come termine ultimo per trovare l’accordo su come ripartire i tagli da oltre 5 miliardi che pesano sulle Regioni “non sarà valutato in modo perentorio – spiega Chiamparino – Ci troveremo tra una settimana per chiudere l’intesa”.

A confermare che bisogna “trovare una quadra su tutti e cinque i punti”, è il sottosegretario al ministero dell’Economia, Pierpaolo Baretta, secondo cui è necessario “trovare una soluzione per evitare i tagli sulle fasce deboli. Il rischio può essere questo, e serve un accordo quadro che definisca le voci su cui questi tagli avvengono”. Baretta si dice “abbastanza fiducioso perché finora è stato fatto un gran percorso”, ma ci tiene a ribadire che “si può tagliare sulla sanità, ma non sulle prestazioni. I tagli sulla sanità sono in parte inevitabili, ma le conseguenze non devono essere negative per le fasce più deboli”. Ma quanto peseranno i tagli sulla sanità? Secondo il coordinatore degli assessori regionali al Bilancio e assessore in Lombardia, Massimo Garavaglia, “ad occhio i tagli a carico della sanità saranno di due miliardi. Il taglio al fondo sanitario è previsto nella legge di stabilità, dal momento che è stata tolta la parola “eventualmente”…”.