Stabilità, Assobiomedica: “No all’impoverimento della sanità”

Rimondi: “A rischio qualità delle prestazioni e dei servizi. Si punti sulla filiera della salute che produce innovazione tecnologica e attira investimenti"

“Se verranno introdotti nuovi tagli alla Sanità sarà difficile garantire servizi e prestazioni ai cittadini, tantomeno di qualità. La sostenibilità del ‘sistema salute’ è già a rischio per effetto delle spending review degli anni passati. Oggi la sanità avrebbe bisogno di uno slancio e il Patto per la Salute è un buon punto di partenza per ricominciare a investire nel servizio sanitario. Si continua invece a impoverire un sistema che costituzionalmente dovrebbe garantire a tutti il diritto alla tutela della salute, sanzionando di fatto la retrocessione in serie B dei nostri cittadini rispetto a quelli europei”. È il commento di Stefano Rimondi, presidente di Assobiomedica, sull’ipotesi di nuovi tagli da parte delle Regioni come effetto delle misure contenute nella legge di Stabilità 2015.

La “filiera della salute” – ricorda il numero uno di Assobiomedica – produce “innovazione tecnologica, attira nuovi investitori e punta sulla ricerca”. Una risorsa che andrebbe valorizzata: “Finora, invece, – incalza Rimondi – abbiamo registrato un calo della domanda interna del 3% solo dal pubblico e un aumento dell’export del 2,8% a conferma che l’industria del settore è riconosciuta anche e soprattutto fuori dal nostro Paese”.

Assobiomedica chiede al governo una “politica industriale che riconosca il valore delle nuove tecnologie e della ricerca, anche dei dispositivi medici e diagnostici in vitro”.