Oms richiama l’Italia: ritardi nelle vaccinazioni contro il morbillo

Il 2015 è la data ultima fissata dall’Oms per eliminare morbillo e rosolia ma l’Italia è indietro

L’Italia preoccupa gli esperti dell’Organizzazione mondiale della sanità, che hanno richiesto un incontro urgente con il ministro della Salute Beatrice Lorenzin a proposito della vaccinazione consigliata per il morbillo. Negli ultimi anni, infatti, in Italia si è registrato un calo sia delle vaccinazioni consigliate sia di quelle obbligatorie, raggiungendo il valore più basso degli ultimi dieci anni, una diminuzione che il ministro Lorenzin, ha definito un “serio problema di sanità pubblica”.

L’allarme arriva in seguito a un incontro dei vertici della Commissione OMS (WHO European Regional Verification Committee) riunita insieme al gruppo ETAGE (European Technical Advisory Group of Experts on Immunization) nei giorni scorsi a Copenhagen per fare il punto sullo stato attuale dei programmi di prevenzione di morbillo e rosolia in Europa. Il 2015 è la data ultima fissata dall’Oms per eliminare queste malattie nella Regione europea, ma la situazione desta ancora preoccupazione con oltre 100 mila casi di morbillo e circa 90 mila di rosolia registrati negli ultimi quattro anni.

In Italia sono in calo tutte le vaccinazioni ed in particolare quella per il morbillo, per cui l’Italia è in ritardo, come denuncia l’Associazione mondiale per le malattie infettive e i disordini immunologici (Waidid), dopo l’incontro a Copenhagen: i dati italiani rilevati da Waidid, “risultano ancora incompleti e per questo l’Oms, ha chiesto un incontro urgente con il ministro della Salute a marzo”.

Il punto, avverte l’Istituto Superiore di Sanità, è che il “mantenimento di coperture elevate è fondamentale per prevenire epidemie ed evitare che si ripresentino malattie che sono state eliminate in Italia. È con preoccupazione quindi che si nota – sottolinea l’Istituto – una flessione delle coperture medie nazionali per quasi tutte le vaccinazioni”.

Secondo i dati del ministero relativi al 2013, come riporta Adnkronos, “in particolare la vaccinazione esavalente (offerta ai bimbi entro un anno e che copre difterite, tetano, pertosse, epatite B, poliomelite ed emophilus B) registra un calo delle coperture, più o meno accentuato rispetto al 2012, in quasi tutte le Regioni. In Valle d’Aosta, Abruzzo, Molise e Calabria si registra un calo di oltre 1,5 punti percentuali nelle coperture per polio, difterite, tetano, pertosse ed epatite B. Inoltre, in otto Regioni, che complessivamente hanno una popolazione target pari al 26% del totale, le coperture vaccinali sono inferiori al 95%. Anche la copertura per morbillo, parotite e rosolia è diminuita nel 2013 ed è pari all’88,1% contro il 90% del 2012. “Il calo delle coperture vaccinali per morbillo e rosolia è più marcato rispetto alle altre vaccinazioni ed è stato registrato in tutte le Regioni” come spiega l’Iss.

“Nel nostro Paese – afferma Susanna Esposito, presidente della Commissione Oms per l’eliminazione di morbillo e rosolia congenita e presidente WAidid (World Association for Infectious Diseases and Immunological Disorders) – le coperture vaccinali sulla prima dose si attestano intorno al 90% a fronte dell’obiettivo minimo del 95%, mentre quelle sulla seconda dose (introdotta nel 2005) non sono disponibili per tutto il Paese e nelle Regioni dove i dati sono stati raccolti risultano ben inferiori agli standard richiesti (meno dell’85% rispetto all’obiettivo del 95% anche per la seconda dose). In Italia, quindi, gli obiettivi di copertura vaccinale necessari per l’eliminazione del morbillo e della rosolia congenita non sono stati ancora raggiunti”

“Come emerso dallo scorso meeting di Copenhagen – continua Esposito – il morbillo e la rosolia sono malattie ancora pericolose e nel nostro Paese vengono registrati ogni anno numerosi casi di malattia a causa delle coperture vaccinali inadeguate. Per raggiungere davvero gli obiettivi indicati dall’Oms è fondamentale il coinvolgimento della classe politica italiana e purtroppo a oggi i dati definitivi del report italiano, nonostante ripetuti solleciti, non sono neanche stati inviati e quelli disponibili risultano incompleti”.

Ogni Paese dei 53 nel mondo aderenti al Piano di Prevenzione dovrà dimostrare un livello di copertura vaccinale pari o maggiore del 95% tenendo presente che morbillo e rosolia potranno considerarsi malattie debellate solo quando si constaterà la completa scomparsa di casi per almeno 36 mesi dall’ultimo caso conosciuto.