Cancro: 50 anni di lotta nella biografia dell’Airc

In occasione della Giornata mondiale contro i tumori, l'associazione racconta la sua storia lunga mezzo secolo con un sito ad hoc

Quasi un miliardi di euro (905 milioni) spesi per finanziare l’impegno degli scienziati italiani contro i tumori. Oltre 36 milioni investiti in borse di formazione per i giovani ricercatori. Sono i numeri che raccontano 50 anni di storia dell’Associazione italiana per la ricerca sul cancro che oggi, in occasione del World Cancer Day promosso da Uicc (Union international contre le cancer) e dall’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), lancia il sito Internet lanostrastoria.airc.it. Una biografia digitale online che, come in un album di famiglia, racconta la parabola della onlus: da piccola avventura iniziata 50 anni fa a Milano a realtà nazionale che conta 17 comitati regionali, oltre 20 mila volontari e 4,5 milioni di sostenitori.

Fra le pagine del sito-biografia l’Airc ricorda i quattro pilastri dell’Oms per il miglioramento della salute, applicabili anche al cancro: stili di vita, diagnosi precoce, accesso alle cure e qualità di vita dei malati. “La buona notizia – spiegano dall’associazione – è che oggi si può guarire: sono circa 2,9 milioni (quasi il 5% della popolazione) gli italiani che convivono con una precedente diagnosi di tumore (fonte Airtum e Aiom, 2014)”.

Da mezzo secolo l’Airc sostiene gli sforzi della medicina per vincere i tumori. Di recente – spiega il direttore scientifico della onlus, Maria Ines Colnaghi – “un gruppo di ricercatori di Milano, ad esempio, ha identificato un nuovo test in grado di individuare con un semplice prelievo del sangue il tumore del polmone ai suoi esordi, fino a due anni prima della diagnosi ottenuta con Tac spirale. A Torino è stato testato in laboratorio un vaccino promettente contro il tumore del pancreas, e a Bari i nostri ricercatori hanno capito come sfruttare il metabolismo del colesterolo per combattere il tumore del colon. Oltre 1.500 articoli pubblicati nell’arco dell’anno dai nostri ricercatori su riviste internazionali specializzate testimoniano il valore della ricerca che finanziamo”.