Antibiotico-resistenza: serve un fondo globale per combattere i superbatteri

Ancora pochi gli investimenti. Le raccomandazioni nel 2° report pubblicato dalla commissione inglese guidata dall'economista Jim O'Neill

Creare un fondo globale per supportare lo sviluppo di nuovi antibiotici per fermare il fenomeno in crescita dell’antibiotico-resistenza. E’ una delle azioni proposte nel secondo report pubblicato ieri dalla UK Review on Antimicrobial Resistance, creata dal premier britannico David Cameron per studiare il fenomeno, e guidata dall’economista Jim O’Neill. Un fondo che dovrebbe servire a finanziare non solo la scoperta e la sperimentazioni di farmaci ma anche test diagnostici veloci e accurati in grado di identificare l’organismo responsabile dell’infezione e il farmaco più adatto da utilizzare.

Secondo il rapporto, non mancano idee innovative e nuove tecnologie promettenti in questo campo ma il progresso è lento a causa della mancanza di investimenti. Negli Stati Uniti, ad esempio, i National Institutes of Health hanno destinato tra il 2010 e il 2014 solo 1,7 miliardi di dollari (su 142,5 miliardi  di spesa totale) all’antibiotico resistenza, rispetto ai 26,5 miliardi per la ricerca sul cancro, i 14,5 per l’Hiv/Aids e i 5 per il diabete. Tra le altre raccomandazioni delineate nel report: riesaminare gli antibiotici esistenti per trovare nuovi e più efficienti dosaggi e combinazioni; promuovere la formazione dei nuovi microbiologici e tracciare i ceppi emergenti di patogeni resistenti mediante una migliore sorveglianza.

Un fenomeno, quello dell’antibiotico-resistenza che se non verrà fermato potrebbe portare entro il 2050 a 10 milioni di morti all’anno e a un costo complessivo di più di 100 trilioni di dollari, in base al primo report dalla UK Review on Antimicrobial Resistance rilasciato lo scorso dicembre. Commentando il fenomeno Jeremy Farrar, direttore del Wellcome Trust, ha dichiarato: “E’ più di un problema medico: è un potenziale disastro economico”.

Secondo quanto riportato dal Financial Times, il terzo rapporto dovrebbe essere pubblicato in primavera e affrontare il lato commerciale del problema, fornendo raccomandazioni per l’industria farmaceutica e biotecnologica. Sempre in primavera il gruppo di O’Neill dovrebbe andare in visita in India e in Cina, due tra i paesi più colpiti dal fenomeno.

IL RAPPORTO