Lorenzin: “Per Lea servono meno di 20 mln a Regione”

Ma per Chiamparino il problema è il taglio di 2 mld

Continua il botta e risposta a distanza sui tagli alla Sanità e sulla presunta insostenibilità dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea) tra ministero e Regioni. Mentre la responsabile del dicastero della Salute, Beatrice Lorenzin, sottolinea che “Sui Lea abbiamo fatto un lavoro enorme a un costo di 415 mln di euro”, ovvero “meno di 20 milioni di euro a Regione”, il presidente delle Regioni, Sergio Chiamparino, evidenzia che “Il problema non è quello di trovare i finanziamenti per i nuovi Lea, che andranno ben verificati nella loro entità, ma fare in modo che si trovino le risorse necessarie per il loro mantenimento complessivo” e ricorda che “La legge di stabilità, infatti, costringe le Regioni a rinunciare ai 2 miliardi di aumento del Fondo sanitario nazionale per il 2015”.

Il ministro, comunque, precisa che se le Regioni “Non sono in grado di trovare 20 milioni, credo ci sia un problema di organizzazione”. Tuttavia dice di voler essere “costruttiva. Abbiamo messo a disposizione i tecnici del ministero e aperto un tavolo permanente per aiutarle in questa fase”. E precisa che “I Lea non possono essere utilizzati come merce di scambio”.

“Abbiamo fatto una battaglia lunga un anno e mezzo con le Regioni – aggiunge Lorenzin – per aumentare il Fondo sanitario nazionale, perché altrimenti il sistema sarebbe andato al collasso. Non posso immaginare che le Regioni non lo sappiano. Facciano le loro scelte, ma poiché la sanità riguarda l’80% del sistema Regioni, forse dovrebbero immaginare che ciò dà un senso alla loro esistenza, altrimenti per cosa dovrebbero esistere?”, si chiede il ministro.

Ma Chiamparino ribatte: “La legge di stabilità riduce di 5 miliardi e 250 milioni le risorse regionali, per questo bisogna sedersi intorno a un tavolo e lavorare insieme, così come è stato fatto per i Livelli essenziali di assistenza. Occorre cercare di ridurre il danno nel miglior modo al fine di mantenere la qualità dei servizi sanitari erogati ai cittadini. Diversamente – conclude Chiamparino – dovrà essere il Governo a definire e decidere i tagli e in quali settori”.