Oms: l’epilessia è tra le priorità del piano d’azione 2013-2020

La patologia colpisce oggi più di 50 milioni di persone al mondo, rappresentando una delle malattie neurologiche croniche più diffuse

La 68° Assemblea Mondiale della Salute, principale organo decisionale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, ha inserito l’epilessia tra gli “obiettivi” prioritari contenuti nel piano d’azione 2013-2020. La malattia, di cui si è celebrata recentemente la prima Giornata internazionale, è stata riconosciuta dall’Oms come una delle patologie neurologiche croniche più diffuse al mondo, con oltre 50 milioni di persone coinvolte, spesso vittime di discriminazioni. L’organismo internazionale ha quindi inviato agli Stati membri una serie di raccomandazioni che vertono su quattro aree principali:

Rafforzamento delle politiche socio sanitarie a favore dei malati di epilessia, attraverso l’aumento della disponibilità delle risorse umane e finanziare necessarie;
Miglioramento dell’accesso alle cure, in particolare alle persone che vivono in condizioni socio-economiche disagiate, tramite il rinforzamento dell’assistenza sanitaria pubblica e della disponibilità di farmaci antiepilettici;
Educazione ed informazione su larga scala della malattia, attraverso il sostegno dei progetti e delle azioni volte a migliorare la conoscenza e la corretta informazione dell’epilessia tra la popolazione, in particolare nelle scuole primarie e secondarie, e allo scopo di abbattere i pregiudizi e le discriminazioni sociali;
Promozione e sviluppo della ricerca scientifica.

Hanno contribuito all’importante risultato l’International League against Epilepsy (Ilae) – la più importante organizzazione scientifica mondiale che si occupa della malattia, guidata dall’italiano Emilio Perucca dell’Università di Pavia – insieme all’International Bureau against Epilepsy (Ibe). All’Ilae aderisce anche la Lega Italiana contro l’Epilessia (Lice) che riunisce circa 1.000 neurologi nazionali  esperti in epilettologia.