Tumori: all’Ieo la prima divisione di Radiologia Interventistica in Italia

Veronesi: “Abbiamo donato dignità , indipendenza e identità a una branca che sarà sempre più importante”

All’Istituto europeo di oncologia (Ieo) nasce per la prima volta in Italia una Divisione clinica di Radiologia Interventistica. Da decenni – spiegano dall’istituto – si fanno in tutti gli ospedali d’Italia e del mondo interventi mini invasivi di Radiologia Interventistica, raggiungendo la sede della malattia attraverso le vie naturali e soprattutto attraverso i vasi sanguigni. Ma in Italia mancava, diversamente dal resto d’Europa, una divisione clinica che ricevesse, gestisse, trattasse il paziente fino alla dimissione. Solo recentemente, del resto, nell’ambito della Società europea di Radiologia Interventistica (Cirse) è nata la Società Italo-Europea di Radiologia Interventistica (Iesir). A dirigere la divisione dell’Ieo sarà Franco Orsi.

“È una procedura poco invasiva sul paziente, sulla sua qualità di vita. Si è quindi deciso di donarle dignità, identità, indipendenza”, commenta l’oncologo Umberto Veronesi. ”Esempi di queste cure allo Ieo (che ne fa circa 600 l’anno) – spiega il neodirettore Orsi – sono il trattamento percutaneo del piccolo tumore renale, o l’embolizzazione della prostata per il trattamento non chirurgico dell’ipertrofia prostatica benigna”. In sostanza, ”c’è oggi la possibilità – afferma il direttore scientifico dell’Ieo, Roberto Orecchia – di accedere, guidati dall’imaging, ad ogni organo del corpo, portandovi radiazioni, calore (termoablazione), freddo (crioterapia), anche microsfere di ittrio per i pazienti con malattia metastatica”.

In Italia si praticano 95mila procedure di questo tipo ogni anno, cifra approssimata per difetto, e si calcola che queste quadruplicheranno entro il 2020.