Stabilità, raggiunta l’intesa tra Stato e Regioni. Oltre 2 mld di tagli

La sforbiciata è di 2 miliardi e 637 milioni. Bressa: "Risultato molto positivo. Ora Tavolo per decidere modalità del taglio". Chiamparino: "Sforzo enorme sostenibile solo per il 2015". Leggi il testo dell'Intesa

Fumata bianca in Conferenza-Stato Regioni per l’intesa sulla Legge di stabilità. Confermati i tagli in sanità, ma le modalità verranno decise entro marzo.

Nello specifico, la riduzione delle risorse destinate al finanziamento del settore sanitario ammontano a 2 miliardi e 637 milioni di euro, così divisi: 2 miliardi con riferimento alla quota di pertinenza delle Regioni a statuto ordinario, che diventano 2 miliardi e 352 milioni se includiamo le autonomie speciali. E poi c’è la riduzione dell’edilizia sanitaria, in termini di saldo netto da finanziare, per 285 milioni di euro.

“E’ stato un risultato molto positivo, raggiunto grazie al forte senso di responsabilità che le Regioni hanno avuto”, afferma Gianclaudio Bressa, sottosegretario agli Affari regionali, oggi pomeriggio a margine della seduta straordinaria in via della Stamperia.

Bressa annuncia che l’intesa, che doveva arrivare entro il 28 febbraio, slitta al 30 marzo. Entro questa data “verrà definito un Tavolo comune di lavoro in cui Governo e Regioni definiranno nello specifico la quantità e le modalità del taglio”. Concludendo, Bresso ci tiene a precisare che in realtà “Non sono 2 miliardi di tagli, ma sono i 2 miliardi di maggiorazione che non ci sono più rispetto al Patto per la salute”.

In merito all’intesa, il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, durante l’incontro di questa mattina in via Parigi, aveva affermato: “Accettiamo di farci carico di un sacrificio pesante, come è quello della rinuncia ai 2 miliardi dell’aumento del Fondo sanitario nazionale, con non solo l’auspicio ma anche l’impegno a lavorare perché questo valga solo per il 2015 e sia concordato con una specifica intesa in Stato-Regioni”.

Per un anno, infatti, “si può cercare, facendo sacrifici, di far fronte alla situazione; ma tenendo conto dell’arrivo dei nuovi farmaci salvavita e dei nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), definiti dallo stesso ministero della Salute, si può tirare la corda solo facendo uno sforzo molto grande per il 2015, poi però per il 2016 si ritorni a lavorare e si preveda un aumento del Fondo sanitario, come era previsto inizialmente, o comunque di dimensioni tali da poter far fronte al giusto allargamento dei Lea e al giusto ampliamento dei farmaci salvavita”.

Chiamparino conferma che i tagli che gravano sulle Regioni ammontano sempre a 5 miliardi e 250 milioni. Di questi, dunque, sulla sanità ne ricadranno due. “Anche se – ci tiene a precisare Chiamparino – parlare di tagli e di non aumenti è diverso”. Oltre al mancato incremento del Fondo sanitario, i tagli andranno a toccare il Fondo di Sviluppo e Coesione e in parte altri fondi di trasferimento.

Il presidente della Conferenza delle Regioni ha anche confermato che l’ok è arrivato da tutte le Regioni. A dire no solo il Veneto, che proprio ieri ha annunciato il ricorso alla Corte Costituzionale.

IL DOCUMENTO DELL’INTESA (pdf)

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