Tagli, le critiche alle Regioni dal mondo della sanità

Cgil: "Una sciagura per il Servizio sanitario nazionale". Anaao Assomed: "Sempre lo stesso copione". Aigo (gastroenterologi): "A rischio il 20-25% delle unità complesse"

La rinuncia a due miliardi e 637 milioni di euro per la sanità messa nero su bianco nell’intesa Stato-Regioni, come conseguenza dei tagli richiesti dalla legge di Stabilità 2015, ha suscitato i malumori prevedibili. Dai sindacati alle associazioni dei professionisti che lavorano ogni giorno nel Servizio sanitario nazionale.

Cgil. Di “sciagura per la sanità pubblica” parlano Cecilia Taranto, segretaria nazionale Fp Cgil, e Massimo Cozza, segretario nazionale Fp Cgil Medici. Per i sindacati, “ai 31 miliardi di tagli dei Governi Berlusconi e Monti se ne aggiungono altri 2 con Renzi” e la sforbiciata ai fondi è un “atto di irresponsabilità del Governo e di debolezza delle Regioni”. “Basti pensare – scrivono i sindacalisti – al caos dei pronto soccorso, al taglio dei posti letto negli ospedali senza che siano state create alternative sul territorio, al blocco del turn over per medici e infermieri e alla piaga del precariato”.

Annao-Asssomed. “Il copione è lo stesso di sempre”, è il commento del sindacato della dirigenza medica che parla di “ennesima delusione”. Secondo l’Anaao Assomed, il Governo promette “un’Italia più moderna ed europea” ma allo tempo “dimentica la sanità” o “la prende in considerazione solo quando è urgente fare cassa”. “Il Governo – si legge in una nota del sindacato – non ha una voce in agenda per il diritto alla salute dei cittadini italiani, sempre che questo diritto esista ancora. Le Regioni sono ormai istituzioni avvilite e incapaci di trovare una soluzione che metta insieme bilanci e bisogni. Il ministro della salute ci assicura in televisione che i malati in attesa per giorni nei pronto soccorso non dipendono tanto dai tagli ai posti letto e dai vuoti dei servizi territoriali quanto dal picco influenzale. I medici ed i sanitari sono schiacciati da condizioni di lavoro sempre più difficili ed i cittadini si scoprono diversi per sede residenza e luogo nascita”.

Aigo. A lanciare un allarme sulle conseguenze dei tagli è l’Associazione italiana gastroenterologi ed endoscopisti ospedalieri (Aigo).  “Siamo molto preoccupati – afferma il presidente Aigo, Antonio Balzano – perché un grande sacrificio era già previsto dal Patto per la salute che prevede che tra il 20 e il 25% delle unità operative complesse sia eliminato mediante accorpamenti o trasformazione in unità operative semplici. E saranno colpite anche le gastroenterologie, unità che trattano malattie di grande rilevo tanto da rappresentare la prima o seconda causa di ricovero ospedaliero (1,5 milioni di ricoveri all’anno) e che sono indispensabili per la diagnosi precoce di patologie anche molto gravi”.