Fimmg, ecco la Scuola di ricerca in medicina generale sostenuta da Msd

Per la prima volta in Italia un progetto formativo dedicato a selezionare tra i medici di famiglia ricercatori specializzati nella sperimentazione e gestione dei farmaci

Formare i medici di medicina generale sul terreno della sperimentazione clinica e in particolare sulla gestione dei farmaci prima e dopo l’immissione in commercio. È l’obiettivo della prima Scuola italiana di ricerca in Medicina Generale presentata oggi a Roma dalla Federazione italiana dei medici di famiglia (Fimmg) e realizzata con il sostegno incondizionato di Msd Italia. Il progetto coinvolgerà 400 camici bianchi sul territorio per i prossimi due anni e darà vita al “Gruppo sperimentatori in Ricerca clinica Fimmg”. La missione dei medici di famiglia selezionati sarà di elaborare nuovi modelli clinici e partecipare a studi su efficacia e sicurezza dei farmaci basati sull’esperienza reale dei pazienti.

“La scuola – spiega il segretario generale della Fimmg, Giacomo Milillo – serve a introdurre sul territorio un medico appositamente formato in ricerca, una figura in grado di assemblare i grandi numeri che contraddistinguono la Medicina Generale sia di progettare una ricerca, di elaborare e interpretare i risultati ottenuti”. Secondo Milillo, la figura del medico-ricercatore dovrebbe entrare nelle aggregazioni funzionali territoriali (Aft) ed essere prevista nella Convenzione di medicina generale, di cui si è tornati a parlare nei giorni scorsi per la ripresa delle trattative. “Speriamo che le Regioni l’accolgano”, auspica il segretario Fimmg.

L’esigenza di un percorso di formazione ad hoc nasce dalla carenza di informazioni strutturate e di dati provenienti dalla medicina generale. “Il paziente afferente  alla medicina territoriale – afferma Walter Marrocco, responsabile scientifico Fimmg – ha caratteristiche cliniche e di trattamento molto diverse da quelle dei pazienti selezionati negli studi clinici condotti nelle strutture sanitarie. Troppo spesso non si riesce a traslare nella pratica clinica quotidiana quelli che sono i risultati di una ricerca scientifica ed è ancora più difficile perseguire la personalizzazione del trattamento, come invece è richiesto al medico di medicina generale”. La presenza di terapie concomitanti e la “frequente comorbidità” – aggiunge Marrocco – sono “caratteristiche comuni nei pazienti osservati dal medico di medicina generale, mentre gli studi condotti nelle fasi pre-registrative, inducono tramite l’individuazione di criteri di inclusione/esclusione particolarmente analitici, a selezionare una popolazione spesso molto diversa da quella del mondo reale”.

La necessità è valutare l’uso dei farmaci, le modalità prescrittive ed erogative, i relativi costi, l’appropriatezza terapeutica, alla luce dell’esperienza d’uso del “paziente reale”. “È un passaggio alla ‘medicina reale’ perché i grandi numeri, quelli della ‘popolazione reale’, sono negli studi dei medici di famiglia”, commenta Raffaele Calabrò, deputato della Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati. L’iniziativa piace anche a Sergio Pecorelli, presidente dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che sottolinea il valore della collaborazione con i medici “non solo come come responsabili delle scelte prescrittive, ma anche come preziose sentinelle dell’efficacia e della sicurezza di un farmaco nella vita reale.

Il progetto si avvale di un contributo di un milione e mezzo di euro erogato da Merck & Co. tramite la consociata italiana Msd. “La ricerca è una delle attività primarie portate avanti dalla nostra azienda – dice Pierluigi Antonelli, presidente e amministratore delegato di Msd Italia – e il supporto a Fimmg per la creazione della Scuola è una tappa importante di un percorso pluriennale avviato dall’azienda per sostenere le istituzioni scientifiche e professionali italiane nel campo della ricerca indipendente e che prevede un solido piano di investimenti nel Paese. In questi ultimi mesi sono state molte le partnership, simili a questa, che abbiamo attivato in aree terapeutiche dove i bisogni medici non soddisfatti vanno affrontati con senso di urgenza e responsabilità”.

La Scuola di Ricerca Fimmg è già operativa: nei giorni scorsi è partito il primo corso di formazione a distanza (Fad) propedeutico a un corso residenziale di tre giorni al termine del quale i partecipanti saranno progressivamente inseriti nel gruppo dei ricercatori. Sono previsti ancora 13 corsi residenziali di 30 partecipanti a cui potranno partecipare i medici di famiglia con un’anzianità di convenzione superiore ai cinque anni e almeno 800 assistiti.

Nel comitato scientifico della Scuola figurano Marrocco, Milillo e Pecorelli, Lorenzo Maria Donini, Maio Eandi, Massimo Fini, Gianfranco Gensini, Walter Ricciardi e Francesco Rossi. Fra i docenti, Paolo Siviero, Antonietta Martelli, Stefano Bonassi, Maria Consuelo Cicalese, Andrea Pizzini e Paolo Misericordia.