Tumore colon-retto, ok da Chmp a Vectibix in associazione con Folfiri

Amgen annuncia il parere positivo per l'associazione del farmaco con la chemioterapia a base di irinotecan nella prima linea di trattamento di pazienti adulti

Il Chmp dell’Agenzia europea per i medicinali (Ema) ha espresso parere positivo all’estensione dell’autorizzazione all’immissione in commercio di Vectibix (panitumumab) in associazione con Folfiri (chemioterapia a base di irinotecan) nella prima linea di trattamento di pazienti adulti con carcinoma del colon retto metastatico (mCRC) RAS wild-type. Lo annuncia oggi Amgen in una nota.

“È stato dimostrato che aggiungere Vectibix® alla chemioterapia nella prima linea di trattamento del carcinoma del colon retto metastatico RAS wild-type dia risposte migliori rispetto alla sola chemioterapia”, afferma Elliott M. Levy, MD, senior vice president del Global Development di Amgen. “La raccomandazione del Chmp è un passo importante nell’ampliamento delle opzioni di trattamento a disposizione dei pazienti con questa malattia aggressiva e aiuta a migliorare i risultati nell’Unione europea”.

La nuova indicazione è basata sullo studio 20060314, che ha valutato l’associazione di Vectibix in aggiunta a Folfiri nella prima linea di trattamento. Vectibix è già approvato nell’Unione europea per il trattamento di pazienti adulti con mCRC RAS wild-type: in prima linea in associazione con Folfox; in seconda linea in associazione con Folfiri in pazienti che hanno ricevuto in prima linea una chemioterapia a base di fluoropirimidine (escluso l’irinotecan); come monoterapia dopo fallimento di regimi chemioterapici contenenti fluoropirimidine, oxaliplatino e irinotecan.

Il parere Chmp dovrà essere ratificato dalla Commissione europea che, in caso di approvazione, estenderà l’autorizzazione all’immissione al commercio centralizzata nei 28 Paesi membri dell’Ue, come anche nei Paesi membri dell’Area economica europea: Islanda, Lichtenstein e Norvegia.

Il carcinoma del colon-retto è la terza forma più comune di cancro, approssimativamente con 1,2 milioni di casi stimati a livello globale. I tassi più alti di mortalità stimati si verificano nell’Europa centrale e orientale.