Medicina difensiva, Lorenzin: “Lavoriamo a norme per contrastarla”

Il ministro della Salute punta il dito contro “gli esami diagnostici inutili che costano 13 miliardi di euro all’anno” e annuncia “protocolli stringenti”

La medicina difensiva è una palla al piede per il sistema sanitario italiano, costa 13 miliardi di euro all’anno e va affrontata con provvedimenti ad hoc. È l’opinione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che – rispondendo alle domande dei giornalisti durante un forum all’Ansa – ha annunciato “protocolli stringenti” che il ministero starebbe mettendo a punto per “le direzioni generali affinché si evitino gli sprechi, a partire dagli esami che si fanno durante la gravidanza”. Secondo Lorenzin è necessario “lavorare con forza sulla massa di inappropriatezza” delle prestazioni.

L’appropriatezza è una delle leve su cui incidere, secondo il ministro, nel momento in cui si prevedono tagli alla sanità, come la sforbiciata di oltre due miliardi accettata dalle Regioni come conseguenza della legge di Stabilità 2015. In particolare, Lorenzin sottolinea come “nell’appropriatezza delle degenze” risieda un’opportunità di combattere gli sprechi: “Due-tre giorni in più in media nella degenza valgono miliardi”. Mentre sull’altro fronte, quello della diagnostica inutile, serve “un’inversione di tendenza”. Tuttavia, aggiunge il ministro, “quest’inversione non la fai in sei mesi: si tratta di dare alle direzioni sanitarie protocolli più stringenti, con deroghe affidate alla discrezionalità del medico”.

Ai microfoni dell’Ansa, il ministro ha affrontato anche il tema vaccini, annunciando campagna di informazione e formazione rivolte pure ai medici del Ssn che “non possono non consigliare i vaccini e non parlare dei rischi della non vaccinazione”. E saranno coinvolti anche i farmacisti: “Saremo un martello su questo argomento e coinvolgeremo anche la rete delle farmacie, è incredibile che oggi tornino malattie dimenticata proprio grazie alle vaccinazioni di massa”.

Fra gli argomenti, anche il tema della fertilità. Il 18 marzo dovrebbero essere diffusi i risultati del lavoro del tavolo sulla fertilità istituito dal ministero. “Con i tassi di natalità attuali – ha ricordato il ministro – nel 2050 in Italia non nasceranno più figli. Bisogna cominciare a centrare il problema con politiche attive”. Infine, a proposito di bambini, Lorenzin è tornata sull’ipotesi del divieto di fumo in auto alla presenza dei più piccoli: “Fosse per me sarebbe già legge, ma aspettiamo il Parlamento”.