Automedicazione: ricavi stabili nel 2014 ma cresce la concorrenza degli integratori

L'analisi di Assosalute su dati Ims Health. Al primo posti i farmaci per tosse e raffreddore, seguiti da quelli per l'apparato digerente e dagli analgesici

Nel 2014 ricavi in lieve crescita (+0,4%) rispetto all’anno precedente per il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione, mentre cala il numero di confezioni acquistate (-2,4%) anche a causa della concorrenza di integratori, prodotti erboristici e in generale prodotti salutistici da banco a connotazione farmaceutica. È lo scenario delineato dai dati Ims Health diffusi da Assosalute. In particolare, i prodotti salutistici da banco – a volte confusi con i medicinali senza obbligo di prescrizione – rappresentano quasi il 40% delle vendite non farmaceutiche di farmacie, parafarmacie e corner della grande distribuzione, con una crescita di volumi (+5,5%) e di fatturato (+7,3%).

Analizzando nel dettaglio le classi terapeutiche, rimangono saldi in vetta alla classifica i farmaci per tosse, raffreddore e altre affezioni respiratorie (oltre 100 milioni di confezioni vendute), anche se in leggera flessione. Al secondo posto, i farmaci per l’apparato digerente (64 milioni di confezioni) e al terzo gli analgesici (oltre 60 milioni). Quarto posto per i dermatologici (oltre 27 milioni di confezioni), seguiti dai farmaci per l’apparato circolatorio (quasi 13 milioni), i farmaci a base di vitamine e minerali (9,7 milioni)  in pesante contrazione anche a causa del passaggio di molti di questi medicinali alla categoria di prodotti notificati, e dagli oftalmici (oltre 9 milioni).

Se ai prodotti salutistici da banco a connotazione farmaceutica si aggiungono gli altri segmenti di prodotti destinati al benessere e alla cura della persona (prodotti per l’igiene e la bellezza, parafarmaci, nutrizionali) si osserva per le vendite dei prodotti per la salute non farmaceutici un incremento sia delle confezioni (+2,2%) sia della spesa (+3,9%).

Nel complesso, il segmento commerciale di prodotti da banco (farmaci, prodotti a connotazione farmaceutica e per il benessere) segna una crescita robusta con un giro d’affari complessivo di quasi 11 miliardi di euro. Di questi, secondo quanto emerge dall’analisi dei dati di mercato 2014 condotta da Assosalute sui dati Ims Health, il 22% è costituito dai farmaci senza obbligo di prescrizione con quasi 305 milioni di confezioni di farmaci da banco vendute per un giro di affari di 2,4 miliardi di euro.

Nel dettaglio, dall’analisi delle due categorie che costituiscono l’insieme dei farmaci senza obbligo di ricetta (Sop e Otc), si osserva una contrazione dei volumi (-1,4%) e un fatturato in crescita, seppur di misura, e pari a quasi 1,8 miliardi di euro per i farmaci di automedicazione od Otc (quelli cioè per i quali è consentita la comunicazione al grande pubblico) e una flessione del 5,3% delle confezioni vendute per i Sop (per i quali invece la comunicazione è vietata) che registrano un giro d’affari in flessione e pari a quasi 638 milioni di euro.

Tra i canali, è la farmacia a detenere la quota maggiore di vendite di farmaci senza ricetta (91% a volumi, oltre il 92% a valori). Tuttavia, sia le parafarmacie che i corner della grande distribuzione fanno osservare un andamento positivo non solo dei ricavi, ma anche dei volumi, per quanto la parafarmacia registri un rallentamento nel ritmo di crescita: sembrano riassorbiti gli effetti dei processi di riclassificazione da farmaco con obbligo di ricetta a carico del cittadino a farmaco senza obbligo di prescrizione operati dal 2012.