Ricerca sulla terapia del dolore, premiati 30 giovani ricercatori

Torna la seconda edizione di YAP, “Young Against Pain”. I vincitori avranno la possibilità di accedere a grant nazionali e internazionali e di collaborare con i centri di ricerca italiani e stranieri più attivi nel campo delle cure antalgiche

Sono 30 i ricercatori under 40, che per il valore dei propri studi diventano oggi un punto di riferimento per la ricerca italiana nella terapia del dolore. A loro sono andati i premi della seconda edizione di Yap, Young Against Pain – dal titolo del progetto lanciato da Simpar (Study in Multidisciplinary PAin Research) con il sostegno incondizionato di Grünenthal Italia.

La premiazione è avvenuta oggi a Roma, alla presenza di Giovanni Leonardi, della direzione generale della ricerca e dell’innovazione in sanità del ministero della Salute, nell’ambito di una delle sessioni precongressuali del Simpar 2015, appuntamento internazionale per la ricerca multidisciplinare nel campo del dolore acuto e cronico.

I 30 vincitori – 10 per ciascuna delle tre categorie individuate dal bando: medici anestesisti, medici non anestesisti e biologi – avranno la possibilità di accedere a grant nazionali e internazionali, anche attraverso corsi specifici di metodologia di ricerca, e avranno l’opportunità di collaborare con i centri di ricerca italiani e stranieri più attivi nel campo delle cure antalgiche. Mentre i vincitori assoluti sono stati premiati con l’iscrizione, il viaggio e il soggiorno per prendere parte al prossimo congresso mondiale Efic, in programma a Vienna dal 2 al 5 settembre; avranno, inoltre, la possibilità di partecipare, nel 2016, all’attività di ricerca dell’università di Parma nell’ambito degli studi che l’Ateneo sta attualmente portando avanti, ma anche lavorando direttamente al proprio progetto di ricerca.

Per la categoria “medici anestesisti” si è aggiudicata il primo posto Sara Tigano, dell’Azienda ospedaliera Sant’Andrea di Roma, con una proposta di studio che mira a verificare se il magnesio, somministrato per via subaracnoidea, possa aiutare a controllare il dolore cronico, e così consentire di ridurre le dosi di morfina. Il vincitore della categoria “medici non anestesisti” è Silvana Montella dell’università di Napoli, che ha presentato una proposta di studio per caratterizzare i predittori genetici in grado di suggerire la terapia ottimale dei paziente con emicrania. Infine, per la categoria “biologi”, si è aggiudicato il primo posto Vanni Caruso dell’Uppsala University, Svezia, con una ricerca di base tesa ad analizzare in che modo un recettore specifico, localizzato a livello del midollo spinale, possa essere attivato e modulato nelle sindromi dolorose croniche.

“Penso che quest’anno si sia ancor più realizzato il fine di questo progetto: coinvolgere giovani clinici e ricercatori per creare un nuovo gruppo di ricerca, che sia il più multidisciplinare possibile, in modo da poter davvero capire e interpretare la complessa problematica legata alla ‘malattia dolore’ – commenta il coordinatore del Comitato scientifico dello Yap, Massimo Allegri – Con gli ulteriori 30 giovani ricercatori premiati quest’anno sta nascendo una nuova modalità di affrontare il dolore cronico: un approccio non solo multidisciplinare, ma anche profondamente radicato sui meccanismi fisiopatologici della sofferenza inutile, che in breve tempo potrebbe rivelarsi capace di creare una nuova consapevolezza scientifica attorno a questa malattia”.

“Grünenthal è convinta che le cure contro il dolore possano conoscere ancora un progresso sorprendente, per questo continua a investire in ricerca e sviluppo e porta avanti da cinque anni il grande progetto ‘Change Pain’, fondato sui tre pilastri della ricerca, della formazione per i professionisti della salute e dell’informazione per i cittadini”, aggiunge Thilo Stadler, Regional General Manager South Europe and Nordics di Grünenthal.