Vaccini, la disinformazione come fattore di rischio

A Roma esperti a confronto in occasione di un media tutorial di Sanofi Pasteur Msd su morbillo, rosolia, parotite e varicella

“Sulle vaccinazioni, se non essere informati è un male, è altrettanto vero che essere informati male è ancora peggio. Oggi stiamo assistendo paradossalmente ad un ritorno di malattie esantematiche, come il morbillo, a causa del calo delle coperture vaccinali che risentono in modo sostanziale dell’eco dei movimenti anti-vaccinatori, che diffondono notizie allarmanti, non basate su evidenze scientifiche, come la presunta correlazione tra vaccino MPR e autismo”. A dirlo è Antonio Ferro, responsabile del progetto Vaccinarsi della Sitl (Società italiana di igiene), nell’ambito del media tutorial “Prevenzione morbillo, parotite, rosolia e varicella: una sfida ancora aperta”, organizzato oggi a Roma da Sanofi Pasteur Msd.

In questi ultimi anni i dati epidemiologici confermano un sensibile calo delle coperture vaccinali per le malattie infantili, causa di vere e proprie epidemie, con rischi a volte anche letali. Il ministero della Salute e l’Istituto superiore di sanità (Iss) hanno evidenziato come le coperture medie nazionali abbiano raggiunto il livello più basso degli ultimi 10 anni per quasi tutte le vaccinazioni, un fenomeno definito “preoccupante” dall’Iss, un “allarme ed un problema serio di sanità pubblica” secondo il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin.

“Sostenere che i vaccini sono inutili – afferma Paolo Bonanni, componente del Board vaccini della SItI e professore ordinario d’igiene a Firenze – è cattiva informazione. Le vaccinazioni rappresentano una delle più importanti scoperte scientifiche nella storia della medicina ed hanno permesso di debellare molte malattie. Proprio per questo – ha aggiunto Bonanni – le vaccinazioni hanno un valore scientifico e al contempo sociale che va salvaguardato, ma che oggi paradossalmente rischia di essere messo in crisi dalla cattiva informazione che viaggia in rete”.

Vaccinare significa anche ridurre i possibili costi diretti derivanti da visite, terapie, ospedalizzazioni in caso invece di malattia. “Ad esempio – continua Bonanni – le prime otto Regioni italiane che hanno da più tempo avviato programmi di vaccinazione universale contro la varicella e raggiunto coperture di almeno l’80%, hanno registrato una riduzione delle ospedalizzazioni fino ad 1/7 rispetto all’epoca pre-vaccinale, con una conseguente riduzione dei costi connessi che varia da 4 a 7 volte rispetto all’epoca pre-immunizzazione”. Per quanto riguarda poi la sicurezza dei vaccini in commercio – aggiunge Ferro – occorre sempre ricordare che “la costruzione di un vaccino e di conseguenza la sua sicurezza prevede un percorso lunghissimo, estremamente controllato, con il coinvolgimento di comitati etici, enti regolatori esterni, sorveglianza di tutti gli eventi avversi anche minimi, con un livello di attenzione molto superiore a qualsiasi farmaco immesso in commercio”.

Per Sanofi Pasteur Msd le vaccinazioni rappresentano “un pilastro del sistema sanitario”. “Nel nostro Paese – dice Nicoletta Luppi, presidente e amministratore delegato dell’azienda – abbiamo la fortuna di poter proteggere i nostri figli da malattie che mietono vittime ogni anno o che sono causa di gravi disabilità; è importante continuare a parlarne e in maniera scientificamente corretta affinché i genitori siano bene a conoscenza, anche attraverso i mezzi di informazione, dei rischi e dei benefici delle vaccinazioni”.

In Italia, la media della copertura vaccinale in prima dose per morbillo, parotite e rosolia è di circa l’88%, percentuale ben lontana dal 95% fissata dall’Organizzazione mondiale della sanità come obiettivo per l’eliminazione del morbillo.