Furti di farmaci, 19 in manette. I Nas smantellano una rete internazionale

Da Milano l'operazione "Pharmatraffic". Sequestrati beni per 23 milioni di euro e medicinali rubati per un valore di tre milioni. Le reazioni di Lorenzin e Pani

Farmacisti, titolari e addetti di società di commercio, autotrasportatori. Sono gli attori principali di una rete internazionale per il traffico di farmaci rubati finiti in manette nell’ambito di un’operazione condotta stamane dai carabinieri dei Nas di Milano. Diciannove persone sono state arrestate con l’ipotesi di associazione a delinquere finalizzata alla ricettazione, al riciclaggio e al commercio internazionale di medicinali rubati. Nell’ambito dell’indagine, sono stati sequestrati beni per circa 23 milioni di euro e farmaci per un valore di tre milioni.

Immediata la reazione del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che già ieri – durante un question time alla Camera – aveva ricordato l’impegno a far partire da luglio prossimo la regolamentazione della vendita di farmaci online, in ottemperanza alla direttive europee. “Ancora una volta l’operato dei Carabinieri del Nas – dice il ministro in una nota – si è rivelato fondamentale per garantire la sicurezza dei cittadini e sgominare associazioni a delinquere che operavano nel nostro Paese. Il traffico di farmaci non solo è illegale ma mette a rischio la salute delle persone. Questo non possiamo consentirlo. Sono certa che gli incessanti controlli che i Nas operano porteranno ad ulteriori importanti risultati stroncando in via definitiva una della piaghe più dannose e disdicevoli che si annidano in questo settore così importante per la qualità ed il benessere dei cittadini italiani ed europei”.

Alle parole del ministro fanno eco quelle del direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), Luca Pani: “Questa operazione, indubbiamente di estrema complessità, in considerazione dell’estensione internazionale e dell’elevato numero di persone coinvolte riveste un valore rilevante e dimostra, ancora una volta la capacità di una forza di polizia come i Nas di garantire costantemente la tutela della salute dei pazienti, non solo a livello nazionale ma anche europeo. Da un punto di vista tecnico infatti i farmaci oggetto di riciclaggio non offrono alcuna garanzia in termini di qualità e sicurezza: la non adeguata conservazione solo per fare un esempio, potrebbe infatti comprometterne l’efficacia terapeutica, con ricadute estremamente gravi per i pazienti”.

Quella scoperta dai carabinieri è una rete con diramazioni fuori in vari Paesi europei, ma anche in Centramerica. Alla base, un sofisticato sistema – con ricorso a fatturazioni a false – architettato per reimmettere i prodotti sul mercato con una veste legale. Fra i Paesi coinvolti nel traffico illecito, Bulgaria, Germania, Inghilterra, Irlanda, Malta, Olanda e Svizzera.

L’attività investigativa è partita dall’analisi di furti di medicinali ospedalieri ad alto costo, avvenuti presso alcune ditte depositarie e grossiste di Milano e provincia, che i carabinieri hanno rinvenuto in parte presso alcuni grossisti tedeschi e in parte sequestrato (circa 16 mila confezioni per un valore di 2,8 milioni di euro).

Le indagini successive hanno permesso di individuare un vasto sodalizio criminale dedito al traffico internazionale di specialità medicinali ad uso umano, di elevato costo, soggette a regime di temperatura controllata, radicato principalmente in Lombardia, ma esteso anche in Liguria, Sicilia, Calabria, Toscana e Campania, con collegamenti in Paesi esteri. Grazie a rogatorie internazionali in Inghilterra e Svizzera, i militari del Nas di Milano hanno tracciato i flussi del denaro illecito diretto verso una società centroamericana del Belize, che aveva una succursale e un conto corrente in Svizzera.

L’autorità giudiziaria elvetica ha identificato alcuni appartenenti all’organizzazione criminale acquisendo informazioni sulla ripartizione dei proventi illeciti e, grazie alla collaborazione del Nas milanese che ha ricostruito le transazioni finanziarie dei conti bancari svizzeri di alcune società, lo scorso ottobre ha arrestato tre cittadini svizzeri e un italiano ed eseguito un sequestro per 5 milioni di euro. Le indagini elvetiche, in sostanza, hanno confermato il riciclaggio internazionale di farmaci. Gli accertamenti del Nas di Milano, svolti tra il 2011 e il 2012, hanno accertato che gli autori avevano commesso numerosi furti di farmaci ospedalieri ad alto costo, che venivano successivamente riciclati mediante false fatturazioni da parte di ditte inglesi, irlandesi, maltesi e svizzere, poi reimmessi nel mercato europeo da alcune ditte di Monza, Milano, Caltanissetta, Crotone, Genova, Pavia, Napoli e Sondrio, che si occupavano di dare una veste legale, facendoli figurare come acquistati da società estere.

Nel traffico erano coinvolti da un lato insospettabili professionisti, dall’altro maestranze a basso costo. Le società della ‘connection’ erano sia italiane che straniere (Inghilterra, Irlanda, Germania, Svizzera, Malta, Polonia, Olanda e Belize).

Nel tracciato dei pagamenti che i Nas di Milano sono riusciti a ricostruire si è potuto fotografare la strategia criminale: l’importatore italiano, per esempio, liquidava la falsa fattura estera; la società estera, sull’importo ricevuto, tratteneva la propria commissione (5-10%) e liquidava il suo falso fornitore, sempre estero, rappresentato da una società costituita ad hoc da soggetti legati ai furti in Italia. Passaggi molto articolati che coinvolgevano più figure, ognuno con il suo ruolo: dall’autista/ladro al broker, al grossista.