Tumore ovarico, al Gemelli il test della Jolie in 3 settimane

Nasce la prima 'rete' italiana con l'obiettivo di dentificare precocemente l’eventuale mutazione dei geni Brca

Un servizio rapido e di alta qualità diagnostica permetterà a tutte le pazienti con tumore ovarico e alle donne a rischio sull’intero territorio nazionale di accedere al test molecolare Brca, lo stesso al quale si è sottoposta l’attrice Angelina Jolie. Parte oggi, infatti, il primo servizio nazionale, sviluppato dal Policlinico universitario “Agostino Gemelli” e supportato da AstraZeneca, che attraverso una piattaforma online consente agli oncologi italiani che ne fanno richiesta di ottenere l’esito del test molecolare in 3 settimane, con un risparmio di tempo di circa 5-8 mesi, identificando così precocemente l’eventuale mutazione dei geni Brca e facilitando, dunque, una migliore gestione della malattia e l’eventuale terapia personalizzata con i nuovi farmaci target.

Si calcola che la mutazione Brca comporti un aumento del rischio di tumore ovarico fino al 46% e sia presente nel 15-25% delle pazienti. Il carcinoma ovarico è l’ottavo tumore più diffuso fra le donne, con circa 230 mila nuove diagnosi ogni anno nel mondo. Nel 2014 in Italia si sono registrati quasi 6 mila nuovi casi, circa il 3% del totale dei tumori diagnosticati tra le donne. Le stime indicano che nel corso della vita una donna italiana ogni 74 sviluppi un tumore ovarico.

“Il test genetico Brca – spiega Giovanni Scambia, direttore del Dipartimento per la Tutela della salute della donna, della vita nascente e dell’adolescente e direttore dell’Unità operativa complessa di Ginecologia oncologica del Policlinico universitario “A. Gemelli” di Roma – riveste un’importanza fondamentale nella gestione del tumore ovarico. È infatti consigliato per le donne con una storia clinica o familiare sospetta, anche se il 40% circa delle pazienti con una mutazione Brca può non avere una documentata e rilevante storia familiare di carcinoma ovarico. Per questo motivo esprimiamo soddisfazione per aver sviluppato al Policlinico Gemelli una piattaforma che permette di accedere al test molecolare Brca con tempi brevi ed elevata qualità diagnostica”.

I protagonisti della nuova “rete” sono la paziente, l’oncologo, il corriere clinico espresso e il responsabile del laboratorio d’analisi. Il processo è molto semplice e prevede 4 fasi: l’oncologo del centro ospedaliero in rete si collega alla piattaforma online e inserisce i dati della paziente, indicando la data in cui ritirare il campione da analizzare (massimo 72 ore dall’invio della richiesta); poi si effettua il prelievo di sangue; a questo punto il corriere clinico espresso riceve una comunicazione automatica della richiesta: ritira i campioni da analizzare dal Centro Oncologico e li consegna al laboratorio di Diagnostica molecolare del Gemelli; infine l’oncologo che ha effettuato la richiesta può visionare e scaricare i risultati dell’analisi direttamente dalla piattaforma online.

“Noi ci battiamo per garantire l’accesso tempestivo a cure di qualità a tutte le donne colpite da tumore ovarico, la neoplasia ginecologica con gli indici di mortalità più elevati a causa della sua complessità, variabilità e mancanza di strumenti di prevenzione – aggiunge Nicoletta Cerana, presidente Acto onlus, Alleanza contro il tumore ovarico – Oggi per la prima volta, grazie al test Brca e ai progressi della ricerca clinica, anche in questo campo si aprono nuove speranze di vita e le parole ‘qualità delle cure’ e ‘prevenzione’ assumono un nuovo significato”.

“La piattaforma inaugurata oggi al Policlinico Gemelli consente ai clinici di poter disporre di un’arma in più nella gestione del tumore ovarico – commenta Gilberto Riggi, direttore medico di AstraZeneca Italia – garantendo a un sempre maggior numero di donne di poter accedere a un test molecolare, segnatamente il test Brca, con tempi brevi ed elevata qualità diagnostica”.

Il tumore ovarico

La piattaforma Brca