Assistenza primaria, alla Luiss si formano i manager del territorio

Parte a maggio la seconda edizione del master rivolto al management dei servizi sanitari sul territorio. Il commento di Isabella Mastrobuono, docente della Luiss Business School e dg dell’Asl di Frosinone

assistenza domiciliare

La società europea sta cambiando. I cittadini vivono sempre più a lungo, si sono modificati nel profondo gli schemi familiari tradizionali, avanzano nuove forme di mobilità e la globalizzazione della crisi economico- finanziaria ha un peso non indifferente nelle politiche di protezione sociale. Sessanta anni di pace, di progressi accelerati in campo biomedico, di miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, hanno fatto si che la maggior parte dei cittadini europei goda attualmente di un pensionamento tutelato, più lungo, più attivo che incide radicalmente sui sistemi di previdenza sociale. Tuttavia le attuali tendenze demografiche faranno aumentare i rischi sociali, quali la dipendenza delle persone anziane e l’isolamento.

La povertà sta assumendo sempre più il connotato di una gravissima criticità, legata anche alle politiche di rientro dai deficit dei Paesi membri.

In Italia, le famiglie in condizione di povertà relativa sono 2.734.000, l’11% delle famiglie residenti, corrispondenti ad 8.272.000 individui poveri, il 13,8% dell’intera popolazione; il rischio di povertà o di esclusione sociale è relativamente maggiore per le famiglie con tre o più figli e per quelle monogenitoriali, caratterizzate da anziani soli.

Secondo il Rapporto Health at Glance 2010, i Paesi maggiormente industrializzati hanno affrontato a partire dal 2007 una profonda crisi finanziaria ed economica e le politiche per contrastarla hanno portato ad un aumento dell’indebitamento ed a un conseguente incremento del deficit di bilancio.

Entro la fine del 2012 è prevista una riduzione del Pil di circa il 4%, un tasso di disoccupazione che sfiorerà oltre il 10% della forza lavoro. In questo scenario l’andamento della spesa sanitaria e sociale diventa un elemento fondamentale.

I sistemi sanitari e sociali europei sono tutti sottoposti a regole di ottimizzazione delle risorse, secondo rigorosi criteri di efficacia ed efficienza per diminuire la pressione sulla spesa pubblica e la strada maestra individuata è quella di implementare i servizi di territorio (con particolare riferimento alla prevenzione), la medicina di comunità, le cure domiciliari, la continuità assistenziale, avvalendosi oltreché dell’intervento pubblico, del mercato sociale e del terzo settore, della mutualità sia negoziale che di territorio. Il Rapporto indica la necessità di garantire l’integrazione tra assistenza sociale e sanitaria, tra realtà pubblica e privata a sostegno del nucleo familiare e dell’individuo solo, al fine di conciliare un migliore servizio offerto ed un contenimento dei costi. Suggerisce non soltanto un supporto finanziario e di servizi domiciliari alla persona, ma anche forme di counselling e sostegno alle famiglie, nonché di formazione e sostegno alle diverse figure di caregiver (dalla badante, alle figure di buon vicinato, alle diverse figure non sanitarie di sostegno sociale).

I dati più recenti indicano un aumento delle patologie croniche e degenerative legate all’invecchiamento (Parkinson ed Alzheimer), nonché del diabete, dell’ipertensione, Bpco, cardiopatie ed infine della depressione. In Italia, secondo i dati Istat 2005, tra gli anziani sono diffuse le malattie croniche (cardiopatie, ictus, bronchite cronica, enfisema, cirrosi epatica, tumore maligno, Parkinson, Alzheimer e demenze senili); il 13,1% della popolazione riferisce almeno una malattia cronica grave, il 13,3% della popolazione presenta tre o più malattie croniche. Tali valori arrivano al 14% nel Sud e nelle Isole, rispetto al 12% del Nord. Il recente Rapporto della Simg indica in 25 milioni gli italiani affetti da patologie croniche.

In questo scenario l’Organizzazione mondiale della sanità ha lanciato di nuovo il messaggio per il potenziamento dell’assistenza primaria intesa come “il complesso delle attività e delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie dirette alla prevenzione, al trattamento delle malattie e degli incidenti di più larga diffusione e di minore gravità e delle malattie e disabilità ad andamento cronico, quando non necessitino di prestazioni specialistiche di particolare complessità e tecnologia”.

Il nostro Paese purtroppo non eccelle a livello internazionale per lo sviluppo di programmi di prevenzione primaria, secondaria e terziaria sul territorio né per un approccio organico e omogeneo al tema grave della non autosufficienza, la cui spesa ammonta a 27 miliardi di euro di cui il 7,5% imputabile a spesa out of pocket. I servizi residenziali e domiciliari sono insufficienti e gli ospedali, attraverso i pronto soccorso, rappresentano spesso l’unica “porta” aperta h24.

L’implementazione dei servizi sul territorio attraverso la presa in carico del paziente a cura del medico di medicina generale e degli specialisti e di altre figure professionali rappresenta una priorità non più rinviabile. Lo sviluppo della “community care” intesa come la collaborazione strettissima tra medicina generale, specialistica, infermieri e assistenti sociali, psicologi, associazionismo, volontariato è la chiave per una presa in carico della comunità dei problemi sanitari e sociali che debbono essere in modo organico risolti sul territorio.

Da anni in Italia si parla e si scrive di distretto, da anni si parla e si scrive del ruolo del medico di medicina generale quale “direttore di orchestra” dei servizi sul territorio, ma solo in poche realtà regionali si sono fatti passi avanti.

La seconda edizione del master Masp sarà orientata a fornire tutte le informazioni utili sui diversi modelli organizzativi presenti sul territorio nazionale in tema di organizzazione dei servizi a livello distrettuale, con riferimento alle Aggregazioni funzionali territoriali, alle Unità di cure primarie, alle Case della salute. In particolare, saranno riportate le esperienze più significative, anche in termini di business plan attivi in alcune realtà e concreti esempi di collaborazione multidisciplinare e condivisione di percorsi assistenziali.

IL PROGRAMMA DEL MASTER