Preferire i biosimilari ai biologici, la circolare della Regione Puglia che fa infuriare i medici

Chi è già in trattamento “può continuare a utilizzare il biologico originale, per le nuove prescrizioni, invece, l’assessorato chiede di ricorrere al biosimilare". Colantuoni promuove la scelta della Regione, utile a garantire le cure migliori al maggior numero di pazienti

Preferire i biosimilari ai biologici. A suggerirlo è una circolare esplicativa della Regione Puglia, che arriva a un anno di distanza dall’approvazione di una deliberazione di Giunta su “Interventi in materia farmaceutica ai fini del contenimento della spesa e della appropriatezza prescrittiva dei farmaci biotecnologici”.

La Regione, per garantire a tutti i pazienti l’accesso alle terapie con i farmaci ad alto costo, “ha ritenuto necessario redigere un provvedimento che abbia come scopo sia l’appropriatezza prescrittiva sia l’utilizzo di farmaci con rapporto costo beneficio favorevole, incentivando l’uso di farmaci che a parità di efficacia siano a più basso costo, come i biosimilari”, si legge nella circolare che ha fatto riesplodere le polemiche in Puglia. E allora, mentre chi è già in trattamento “può continuare a utilizzare il biologico originale, per le nuove prescrizioni, invece, l’assessorato chiede di ricorrere al biosimilare a meno che il medico non motivi la scelta terapeutica supportata da precisi riferimenti alla letteratura scientifica”.

A insorgere contro il provvedimento, l’Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Bari, dal momento che se l’utilizzo del biologico risulterà ingiustificato, le Asl addebiteranno al medico “la differenza di costo tra il biologico prescritto e il farmaco equivalente a più basso costo”.

A dimostrare apprezzamento, invece, per la decisione della Regione Puglia è il coordinatore dell’Italian Biosimilar Group, Francesco Colantuoni. Oggi la Puglia è al penultimo posto in Italia per penetrazione dei biosimilari – poco più del 10% contro il 50% e più di Regioni come Toscana e Trentino o il 40% di Piemonte e Veneto – e considerando le difficoltà economiche della Puglia questo significa ridurre il numero dei pazienti che possono essere avviati alle terapie allo stato dell’arte. “Mi sembra quindi corretto, e inevitabile, che la Regione abbia deciso di promuovere il ricorso al biosimilare non soltanto per rispondere alle necessità di bilancio – afferma Colantuoni – ma anche per garantire le cure migliori al maggior numero di pazienti, potendo contare su medicinali efficaci e sicuri”.