Il new deal dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Milano

Presentati progetti, organizzazione e attività della prestigiosa istituzione lombarda, culla dell’oncologia italiana e di scoperte che hanno rivoluzionato l’approccio al cancro. Scelta la “linea verde” dei ricercatori e avanti tutta su diagnosi precoce (in primis del carcinoma polmonare), nuovi farmaci e sorveglianza attiva

Dalla diagnosi precoce, alla sorveglianza attiva oncologica, passando dalle terapie mediche sempre più mirate, alla chirurgia d’avanguardia, a uno speciale story telling musicale pensato con e per i giovani pazienti (un resoconto è pubblicato sul prestigioso Journal of clinical oncology).

Se pure ce ne fosse bisogno, l’Istituto nazionale dei Tumori di Milano presenta se stesso, i propri progetti, i propri primati e la propria storia, nella tradizionale Giornata della Ricerca organizzata oggi nella sede di via Venezian, a poche settimane dall’insediamento del nuovo direttore generale Gaetano Cosenza.

Tocca a Ugo Pastorino, direttore scientifico della Fondazione Irccs dell’Int, nonché della Struttura complessa di Chirurgia toracica, accennare a come si stia cercando di assecondare e in qualche caso anticipare i mutamenti in atto nel mondo dell’oncologia, considerato che la biologia molecolare e l’avvento dei nuovi farmaci stanno rivoluzionando il paradigma delle cure, imponendo non solo la personalizzazione dei trattamenti ma anche un adeguamento e un cambio di passo nella gestione organizzativa nei luoghi deputati a diagnosi, terapia e riabilitazione. In che modo? Non solo creando unità multidisciplinari che migliorano l’appropriatezza degli interventi e velocizzano l’accessibilità dei pazienti (un processo in atto da anni, ben sintetizzato da Jorgelina Coppa, dirigente medico in Chirurgia epatobiliopancreatica e trapianto di fegato) ma investendo in programmi di ricerca che stanno riportando in Italia e a Milano in particolare, giovani medici che si sono specializzati in giro per il mondo.

Nella Giornata della Ricerca, lo stato maggiore dell’Int presieduto da Giuseppe De Leo, lancia sul palcoscenico sei aree di cura in cui è possibile distinguere idee e progetti che si sono già traslati in pratica clinica o diagnostica. Uno di questi (studio bioMild) intende validare un test basato sull’esame di microRNA circolanti, utilizzato per scoprire i precursori del tumore del polmone, fino a due anni prima della Tac spirale. Da letteratura, tale metodo ha già dimostrato di poter abbattere di cinque volte il numero di falsi positivi riconducibili alla Tac spirale (dal 19,4% al 3,7%). Per inciso, la diagnosi precoce di carcinoma polmonare, grazie alla sola Tac spirale, è in grado di ridurre del 20% la mortalità del Big Killer (rispetto a ciò, dati ancora più favorevoli sono attesi a breve a valle di uno studio olandese/belga condotto su una popolazione molto ampia). “Lo studio bioMild – spiega Matteo Boeri, ricercatore dell’Int – arruolerà entro la fine del 2015 quattromila volontari, selezionati tra persone over 50, forti fumatori (almeno un pacchetto di sigarette al giorno, n.d.r.), asintomatici e che non abbiamo ricevuto alcuna diagnosi di cancro in altre sedi”. Al momento sono 2500 i pazienti già sottoposti a test, cui è associata una Tac toracica a basse dose radiante (Ldct) e la spirometria. Il follow up comincerà nel 2016. Per maggiori informazioni si può andare sul sito bioMild.org