Tagli alla sanità, Chiamparino: “Rinvio di una settimana, il Governo valuta nostre proposte”

Le Regioni approvano l'ipotesi di tagli con il no del Veneto, ma chiedono emendamenti su farmaci innovativi, revisione del Patto per la Salute, riforma di Aifa, Iss e Agenas. Dalla Stato-Regioni il rinvio al 23 aprile per esaminare le proposte

Ancora una settimana. È il tempo che Regioni e Governo hanno deciso di prendersi per l’intesa definitiva sui tagli alla sanità in ballo dall’approvazione della legge di Stabilità 2015.

Oggi la Conferenza delle Regioni – con il voto contrario del Veneto – ha approvato un’ipotesi di intesa su come distribuire i quasi 2,7 miliardi di euro di tagli, imposti alla Sanità come riduzione del Fondo sanitario 2015. Ma allo stesso tempo, i governatori hanno concordato alcuni emendamenti – presentati alla Conferenza-Stato Regioni – che ora il Governo dovrà esaminare assieme al ministro della Salute Lorenzin e al ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, oggi assente per impegni istituzionali negli Usa.

Gli emendamenti chiesti dalle Regioni riguardano i farmaci innovativi, le riforma di Aifa, Agenas e Iss, e la revisione del Patto per la salute alla luce dei tagli e dei nuovi Lea. “Noi – spiega il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino – abbiamo espresso formalmente il consenso su dove intervenire con i tagli, ma abbiamo condizionato il consenso ad alcuni emendamenti che il governo si è riservato di valutare. In particolare, l’avvio del tavolo sulla revisione del Patto per la Salute, del confronto con Aifa sui farmaci innovativi e la riforma delle agenzie e dell’Istituto superiore di sanità”.

Se “le proposte delle Regioni saranno accolte, il sistema potrà reggere” e si potrà garantire la sostenibilità del Servizio sanitario nazionale per il 2015, ha detto Chiamparino al termine della Conferenza Stato-Regioni convocata oggi pomeriggio, sottolineando la “disponibilità del governo” e la necessità da parte dell’esecutivo di ulteriori approfondimenti “per una materia che coinvolge direttamente il ministero dell’Economia”.

“La prossima settimana – spiega il sottosegretario agli Affari Regionali, Gianclaudio Bressa – abbiamo già convocato la Conferenza unificata e la Stato-Regioni. Le proposte di oggi meritano un approfondimento. È una trattativa che è stata gestita dai ministri della Salute e dell’Economia, essendo oggi il ministro Padoan all’estero è evidente che oggi non è possibile fornire un parere. Questi giorni saranno utilizzati per comprendere la portata degli emendamenti e la compatibilità con l’ipotesi di tagli”. L’appuntamento, dunque, al 23 aprile.

Intanto, al Governo arrivano le critiche del Veneto, unica Regione a rifiutare in toto l’intesa sull’ipotesi di tagli approvata oggi dalla Conferenza presieduta da Chiamparino. “È una vergogna – tuona il governatore leghista, Luca Zaia – questo Governo che da un lato promette agli italiani un miliardo e 600 milioni di tesoretto elettorale e dall’altro taglia quasi tre miliardi di euro alla sanità. E non dice ai cittadini che questo taglio si fa senza tenere conto delle Regioni virtuose e senza applicare i costi standard”.