Tumore al polmone, sondaggio fra gli oncologi: “In Italia migliora approccio a terapie personalizzate”

All’European Lung Cancer Conference di Ginevra i risultati di un’indagine promossa da Boehringer Ingelheim che ha coinvolto 562 specialisti di 10 paesi

In Italia il 79% dei pazienti con carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) viene sottoposto al test per individuare le mutazioni di EGFR prima della terapia di prima linea, a fronte di una media europea del 77%. Nel 67% dei casi i risultati del test sono disponibili prima dell’inizio della terapia di prima linea, mentre in Europa la media è del 57%. I dati emergono da un sondaggio, promosso da Boehringer Ingelheim e condotto fra dicembre 2014 e gennaio 2015, a cui hanno partecipato 562 oncologi di 10 Paesi (Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Corea del Sud, Spagna, Taiwan, Regno Unito e Stati Uniti). I risultati sono stati presentati oggi a Ginevra nell’ambito dell’European Lung Cancer Conference (ELCC) 2015.

Le linee guida internazionali raccomandano che il test per l’individuazione delle mutazioni EGFR venga eseguito al momento della diagnosi di NSCLC avanzato, e che i risultati guidino le scelte sulla terapia, per garantire che i pazienti ricevano trattamenti specifici appropriati sulla base del tipo di tumore. Questo è importante perché i pazienti con carcinoma polmonare avanzato con mutazione EGFR possono trarre benefici in termini di sopravvivenza libera da progressione della malattia e qualità di vita attraverso terapie target, rispetto alla chemioterapia standard. Inoltre, dati recenti hanno mostrato che una specifica terapia target ha aumentato la sopravvivenza complessiva dei pazienti con la mutazione più frequente (Del19) rispetto alla chemioterapia.

Il NSCLC è la forma più diffusa di tumore polmonare. Mutazioni specifiche di questo tumore, note come mutazioni EGFR, vengono riscontate nel 10-15% dei pazienti caucasici e nel 40% di quelli asiatici. Ci sono diversi tipi di mutazioni EGFR, le più comuni sono le delezioni dell’esone 19 (Del19) e la mutazione L858R dell’esone 21.

A livello globale, secondo i dati del sondaggio, nonostante l’81% dei pazienti con nuova diagnosi di carcinoma polmonare non a piccole cellule (NSCLC) sia stato sottoposto al test per individuare mutazioni di EGFR, un numero considerevole di essi non ha ricevuto una terapia personalizzata sulla base del tipo di tumore o della sua caratterizzazione molecolare.

L’indagine ha evidenziato che, in quasi un paziente su quattro con NSCLC avanzato, la terapia di prima linea è stata avviata prima che fossero disponibili i risultati del test sulle mutazioni EGFR, con differenze significative fra le varie regioni geografiche. Le ragioni principali per cui non tutti i pazienti vengono sottoposti al test, sono risultate essere (oltre all’istologia del tumore): “tessuto insufficiente/incertezza sul fatto che il tessuto fosse sufficiente”, “scarsa efficienza” e “tempi troppo lunghi per avere i risultati”.

“In Italia un’elevata percentuale di pazienti affetti da tumore polmonare viene sottoposta al test per la mutazione del fattore di crescita epidermico (EGFR) – spiega Silvia Novello, presidente di Walce (Women against lung cancer in Europe) – ma ci sono pazienti (e familiari) che richiedono di iniziare subito la terapia di prima linea, senza attendere l’esito del test. Alla luce dei dati emersi da questo lavoro presentato credo che ci siano alcuni concetti importanti da sottolineare nell’interesse dei pazienti: oggi esistono terapie mirate per alcuni tipi di tumore polmonare e i casi con mutazione di EGFR ne sono un esempio, che traggono beneficio da un trattamento specifico, fin dal momento della diagnosi. È fondamentale che tutti gli elementi necessari per impostare una terapia vengano acquisiti prima di iniziare la terapia stessa e, pur comprendendo lo stato di angoscia che accompagna quei momenti, è necessario aspettare quel tempo tecnico per la realizzazione di tutti i test, compreso quello per la mutazione di EGFR, che ormai in Italia è in media pari a una settimana.”

INFOGRAFICA POLMONE